La Guida

 SPUNTI  313 - 314 - 315 - 316 - 317 - 318 - 319 - 320 - 321 - 322 - 323 - 324 - 325 -

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Lo Spirito Santo è la mia sola Guida. Egli cammina al mio fianco con amore. Ed io Gli rendo grazie perché mi mostra la via da percorrere.
(L-pII.215.1:2)

Da alcuni mesi ci stiamo concentrando sulle definizioni che - secondo Un Corso in Miracoli – sono proprie dello Spirito Santo (per rileggere gli spunti relativi, cliccare qui). Abbiamo visto che il Corso usa le seguenti definizioni: Anello di comunicazione, Traduttore, Interprete, Risposta, Ponte, Voce Che parla per Dio e Mediatore. In tutte queste espressioni viene evidenziata la funzione di collegamento che lo Spirito Santo svolge fra la dimensione non dualistica dell’Uno (la Mente Una) e la nostra esperienza dualistica (la mente separata): due stati mentali così lontani tra loro da essere letteralmente incompatibili.
Abbiamo visto inoltre che senza la funzione mediatrice dello Spirito Santo ci sarebbe del tutto impossibile varcare il ponte che sembra separarci dall’Uno, e la nostra esperienza illusoria ci imprigionerebbe senza speranza in uno stato di angosciante alienazione.
Non dovrebbe stupirci dunque se alla definizioni già viste il Corso aggiunga anche quella di Guida. Alla luce delle indicazioni che abbiamo già esplorato, solo Lui è in grado di indirizzare correttamente i nostri pensieri a favore di Dio e dell’Amore, permettendoci così di ritornare alla conoscenza dell’Uno. E’ Lui ad ispirare la scelta corretta che ognuno di noi deve imparare a compiere con il secondo passo del perdono. Da soli non potremmo che perdere la strada.

Quando sei stato catturato nel mondo della percezione, sei catturato in un sogno. Non puoi sfuggirvi senza aiuto, poiché ogni cosa che i tuoi sensi ti mostrano testimonia semplicemente la realtà del sogno. Dio ha fornito la Risposta, la sola Via d’uscita, il vero Aiutante.
(Prefazione-pag VIII- ultimo paragrafo)

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Lo Spirito Santo è la tua Guida nello scegliere. E’ nella parte della tua mente che parla sempre per la scelta corretta, perché parla per Dio. E’ la comunicazione che ti rimane con Dio, che puoi interrompere ma che non puoi distruggere. Lo Spirito Santo è il modo in cui la Volontà di Dio è fatta sulla terra così come lo è in Cielo. Sia il Cielo che la terra sono in te, perché il richiamo di entrambi è nella tua mente.
(T-5.II.8:1-5)

Lo Spirito Santo mantiene la comunicazione con Dio, che noi crediamo di avere interrotto nel momento in cui abbiamo scelto di credere vera la minuscola folle idea di separazione da Dio (T-27.VIII.6:2). Non abbiamo potuto realmente distruggerla, perché ciò sarebbe contrario alla Volontà di Dio. Tuttavia ciò in cui credi è vero per te (T-2.VII.5:5) e quindi da quel momento, in cui è nata l’illusione dello spazio e del tempo, la nostra esperienza fallace ci ha portato a credere che la comunicazione fosse stata effettivamente interrotta. Senza l’intervento correttivo dello Spirito Santo dentro la parte corretta della nostra mente, saremmo precipitati ineluttabilmente nell’abisso della completa alienazione: l’inferno. Ma grazie al Suo intervento la nostra mente può nuovamente sperimentare che la Volontà di Dio è fatta ed è inalterata sia in Cielo che in terra. In Cielo perché nulla può cambiare la Creazione di Dio. In terra perché tale Volontà- la Creazione stessa dell’Uno- si traduce attraverso la mediazione dello Spirito Santo nella percezione degli interessi condivisi: indipendentemente dalle nostre apparenti differenze formali condividiamo tutti lo stesso identico errore, ma anche la stessa identica possibilità di tornare a Casa dal nostro Creatore e lo stesso interesse a farlo. Grazie a questa percezione corretta ci è dunque possibile vedere negli altri gli stessi errori, le stesse aspirazioni e lo stesso potenziale che vediamo in noi, riconoscendo quindi che siamo tutti uguali. Non nella forma, ma nel contenuto.
Ecco perché lo Spirito Santo è la nostra Guida nello scegliere il modo di percepire il mondo e i nostri fratelli e sorelle. Senza il Suo aiuto la nostra esperienza- anche se abilmente mascherata dall’ego in forme più o meno gradevoli- ci porterebbe a rendere reale la separazione in innumerevoli modi diversi, e non riusciremmo più a percepire la Volontà di Dio in terra, ossia la nostra sostanziale identicità di scopo e di interessi.
Per questa ragione dobbiamo imparare a chiedere il Suo aiuto, come il secondo passo del perdono ci invita a fare.

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Lo Spirito Santo ti dirigerà solo per evitarti il dolore. Sicuramente nessuno obietterebbe a questo obiettivo se lo riconoscesse. Il problema non è se ciò che lo Spirito Santo dice sia vero, ma se tu vuoi ascoltare quello che dice. Tu non riconosci ciò che è doloroso più di quanto tu conosca cosa è gioioso, e sei, infatti, molto incline a confondere le due cose. La funzione principale dello Spirito Santo è di insegnarti a distinguerli. Ciò che è gioioso per te è doloroso per l’ego e, fintantoché hai dei dubbi in merito a ciò che sei, sarai confuso tra gioia e dolore. Questa confusione è la causa dell’intera idea di sacrificio. Obbedisci allo Spirito Santo e rinuncerai all’ego. Ma non sacrificherai nulla. Al contrario guadagnerai tutto. Se credessi questo, non vi sarebbe conflitto.
(T-7.X.3)

Come abbiamo visto nelle ultime settimane (per rileggere gli spunti relativi cliccare qui) lo Spirito Santo è la nostra Guida nello scegliere il corretto modo di percepire il mondo dei corpi nelle sue multiformi manifestazioni. Se seguiamo la Sua Guida- Che parla per Dio, cioè riflette nella dimensione dualistica l’unità della creazione della Mente Una- evitiamo ogni dolore.
Il problema, ci dice il paragrafo di questa settimana, è che noi siamo in uno stato confusionale perché confondiamo gioia e dolore: cerchiamo il dolore credendolo gioia e fuggiamo dalla gioia credendola dolore. Così, per esempio, corteggiamo colpa e attacco (cioè uno stato mentale di autentico dolore) credendo che ci diano la “gioia” di avere soddisfazioni e giustizia, mentre rifuggiamo dal perdono (uno stato mentale di autentica gioia) perché crediamo che comporti il sacrificio delle nostre giuste rivendicazioni e ragioni (cioè il “dolore”).
Questa strana confusione dipende dal fatto che siamo in confusione sulla nostra vera Identità. Dimentichi del fatto che siamo Figli di Dio, ci siamo autoindotti a credere di essere dei corpi separati che vivono in un mondo di corpi separati, una confusione di base che implica l’apparente sacrificio della nostra Identità spirituale di Figli di Dio. E crediamo che questa confusione ontologica, l’identificazione con il corpo, sia fonte di gioia mentre il Corso ci ripete più e più volte che è solamente causa di profondo dolore perché ci porta a percepirci separati da Dio e incapaci di comunicare con Lui. Quindi lasciare andare questa identità separata rinunciando all’ego e all’opinione che ha di noi, diventa il nostro più grande spauracchio perché crediamo che non possa procurarci altro che dolore, quando invece è l’unica fonte di un’autentica gioia.
La nostra quotidiana confusione interpretativa fra ciò che ci dà vera gioia (la pace che deriva da un’autentica comunione interiore) e ciò che mantiene il nostro dolore (la colpa), dipende insomma da una basilare confusione ontologica sulla nostra identità.
Entrambi questi stati confusionali possono essere disfatti in qualsiasi momento dallo Spirito Santo, perché Lui non è affatto in confusione su quale sia la vera Identità sia nostra che dei nostri fratelli, e su come dobbiamo percepire sia loro che noi. In quanto Voce Che parla per Dio, Egli sa Chi siamo in realtà, ed è pronto a ripetercelo ogni volta che siamo disposti ad ascoltarLo. Ma noi Lo vogliamo veramente ascoltare?
Questa è la domanda che ci pone il paragrafo odierno. Se non partiamo dal presupposto che siamo in confusione sia riguardo alla nostra identità che riguardo alle nostre percezioni, se insomma crediamo già di sapere tutto, potremmo mai rivolgerci allo Spirito Santo e sceglierLo come nostra Guida?

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La Sua Voce (La Voce dello Spirito Santo, Che parla per Dio) ti insegnerà a distinguere tra dolore e gioia, e ti condurrà fuori dalla confusione che hai fatto. Non vi è confusione nella mente di un Figlio di Dio, la cui volontà deve essere la Volontà del Padre, poiché la Volontà del Padre è Suo Figlio.
(T-7.X.7:3-4)

La scorsa settimana abbiamo visto che lo Spirito Santo ci guida, insegnandoci a mettere ordine nella nostra mente (per rileggere lo spunto relativo, cliccare qui). Secondo il Corso siamo tutti preda di una sostanziale confusione, che trae le sue origini dalla basilare confusione ontologica su chi siamo realmente. Essendoci identificati con dei corpi crediamo di avere sacrificato la nostra natura spirituale di Figli di Dio. Ma credendo anche che questa errata identificazione sia bella e vantaggiosa, invece che fonte di costante dolore, siamo entrati in uno stato di profonda confusione interiore non riconosciuta, perché ci siamo addestrati a considerare gioioso e felice uno stato di dolore. Questa confusione ontologica- grazie alla quale il dolore è diventato gioia e la gioia dolore- ha generato nella nostra mente un basilare stato confusionale che sperimentiamo costantemente anche nella nostra vita quotidiana. E’ quello stato largamente condiviso che ci porta a gioire quando sperimentiamo rabbia, colpa, attacco, vendetta, sopraffazione, violenza, arroganza e importanza personale; e a sentirci sminuiti e sacrificanti quando scegliamo di sperimentare “soltanto” la pace interiore e il perdono che ci mette in comunione con tutti i nostri fratelli.
Guidandoci ora verso una diversa percezione di noi stessi e degli altri, lo Spirito Santo ci aiuta a distinguere gioia da dolore, e ci porta gradualmente a uscire dalla confusione che noi stessi abbiamo generato dentro la nostra mente.
Nella sua evoluzione spirituale lo studente di Un Corso in Miracoli attraversa una fase definita, nel Manuale degli insegnanti, “discernimento” (M-4.I-A.4). In essa lo studente impara a discernere la voce dell’Ego da quella dello Spirito Santo, ossia a riconoscere quali, tra i pensieri che crede di pensare, provengono dalla fonte sbagliata (l’ego) e quali dalla Fonte corretta (lo Spirito Santo). E’ una fase fondamentale, che deve essere sperimentata per poter accedere alla successiva fase della rinuncia.
Se non impariamo che rinunciare all’ego è la nostra più autentica fonte di gioia, allora non potremo mai scegliere di farlo. Dapprima quindi dobbiamo apprendere che la gioia non è rappresentata da quanto fino a quel momento abbiamo definito impropriamente tale: il senso di vittimismo o trionfo che deriva dal trattare arrogantemente i nostri fratelli o noi stessi.
Questo ci permette di uscire dalla confusione che proprio noi abbiamo fatto e di accettare finalmente l’Espiazione per noi stessi, quella correzione suggerita dallo Spirito Santo che ci ricorda che la nostra vera identità è quella di Figli di Dio. Non vi sarà più confusione nella nostra mente, e l’unica Volontà che vorremo sperimentare sarà la Volontà del Padre: la nostra perfetta Unità nello stato della Mente Una e – grazie alla “traduzione” compiuta dallo Spirito Santo dentro la mente separata- il nostro condividere senza eccezioni, in questa dimensione, lo stesso scopo, lo stesso interesse e lo stesso potenziale di tornare a Casa da nostro Padre.

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Fatti da parte con fede e lascia che la verità guidi il cammino. Tu non sai dove vai. Ma Colui Che sa cammina con te. Lascia che Egli ti guidi assieme agli altri.
(L-pI.155.10:3-6)

Il Corso in Miracoli ci indica una Guida sicura che dobbiamo imparare a seguire per poter uscire dal labirinto in cui ci siamo erroneamente inoltrati, confondendo la gioia della nostra vera identità con il dolore del crederci dei corpi che vivono in un mondo di corpi. Un labirinto nel quale la confusione d’identità ci ha portati a confondere in continuazione la natura delle nostre esperienze più usuali e quotidiane fino al punto di giungere a delle vere e proprie distorsioni: siamo soddisfatti quando esplodiamo in un attacco di rabbia o quando ci vendichiamo di un sopruso, e ci sentiamo insoddisfatti e sminuiti quando scegliamo invece di perdonare e rinunciare alla ferma convinzione di aver ragione quando abbiamo torto.
Questa Guida sicura è lo Spirito Santo e cammina sempre con noi, perché è costantemente presente dentro la nostra mente.
Tuttavia altrove il Corso aggiunge un’interessante precisazione:

Nessuno obbedisce lietamente ad una guida della quale non ha fiducia, ma ciò non significa che la guida non sia degna di fiducia. In questo caso significa sempre che il seguace non lo è.
(T-7.X.5:8-9)

Questo significa proprio mettere il dito nella piaga! E’ evidente che il Corso ci conosce e sa molto bene che non sempre abbiamo intenzione di seguire la guida dello Spirito Santo. E ci spiega anche perché questo avvenga: non perché lo Spirito Santo non sia degno di fiducia, ma per la ragione diametralmente opposta, perché siamo noi a non essere degni di fiducia.
Anzi- precisa- perché crediamo di non essere degni di fiducia, in quanto crediamo di aver tradito Dio e noi stessi, negando la nostra vera Identità.

Ad ogni modo anche questo dipende semplicemente dalla sua credenza. Credendo di poter tradire, egli crede che tutto possa tradirlo.
(T-7.X.5:10-11)

Siamo insomma di fronte alla classica dinamica della proiezione. Credendoci inaffidabili, ma volendo negare questa dolorosa percezione di noi stessi, la proiettiamo sullo Spirito Santo sostenendo che è Lui a essere inaffidabile. Se cadiamo in questa trappola vuol solo dire che abbiamo scelto la guida sbagliata, ossia la paura dell’ego, e poi l’abbiamo associata allo Spirito Santo. E’ più che ovvio, a questo punto che ci rifiutiamo di seguirLo!

Comunque questo accade solo perché ha scelto di seguire una falsa guida. Incapace di seguire questa guida senza paura, associa la paura con la guida, e rifiuta del tutto di seguire qualsiasi guida. Se il risultato di questa decisione è la confusione, ciò non è affatto sorprendente.
(T-7.X.5:12-14)

Ecco un bell’esempio di confusione nel nostro vissuto quotidiano: la manifestazione nel molteplice di quella stessa confusione mentale in cui siamo precipitati quando abbiamo scelto di credere vera la minuscola folle idea di separazione da Dio (T-27.VIII.6:2), negando quindi la nostra vera Identità!

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(Lo Spirito Santo) Sembra essere una Voce, poiché in quella forma ti porta la Parola di Dio. Sembra essere una Guida in un paese lontano, poiché tu hai bisogno di questa forma d’aiuto. Sembra essere qualunque cosa soddisfi il bisogno che credi di avere. Ma non è ingannato quando percepisci il tuo sé imprigionato da necessità che non hai. E’ da queste che ti vuole liberare. E’ da queste che vuole metterti al sicuro.
(C-6.4:5-10)

Lo Spirito Santo è la nostra Guida nel momento del bisogno, però non si fa ingannare da noi quando sosteniamo di avere dei bisogni che non sono tali. Quali sono questi ingannevoli bisogni? Quelli che servono a mantenere e rafforzare lo stato illusorio di separazione in cui siamo precipitati quando abbiamo creduto vera la minuscola folle idea di separazione da Dio (T-27.VIII.6:2): il bisogno di ferire, di attaccare, di trovare ragioni per difenderci, di decidere autonomamente che cosa è meglio per noi, di sentirci vittime e sostenere il vittimismo altrui, di supplire con grandiosità e specialezza al nostro debilitante senso di vulnerabilità, di mettere idoli di ogni tipo su ogni tipo di piedestallo, di mercanteggiare per strappare colpevolmente l’amore dal di fuori…
Questi sono i bisogni che ci permettono di mantenere nella nostra mente le dinamiche della relazione speciale d’odio e d’amore, che ci sono assolutamente necessarie per mantenere lo stato illusorio della separazione e quindi dell’identità separata, perché ci permettono di attribuire a qualcosa di esterno la colpa del dolore che ne consegue.
In quanto Voce Che parla per Dio lo Spirito Santo conosce la verità della nostra Identità, e quindi non è imprigionato come noi nello stato di allucinazione che ci porta a percepirci come ego/corpo. Quindi sa benissimo che tutti questi bisogni non sono i nostri veri bisogni.
Tuttavia, in quanto Mediatore fra la conoscenza e la percezione, è anche in grado di comprendere sia le nostre percezioni che i bisogni che noi crediamo di avere. Li comprende pur sapendo che non sono reali, e quindi senza farsi ingannare da essi. Lo Spirito Santo sa che siamo lontano da Casa e che il nostro desiderio più forte - anche se represso e mascherato in ogni modo - è di tornare a Casa da nostro Padre. Di conseguenza non soddisfa i bisogni che sostengono il nostro ego, ma quelli che ci aiutano effettivamente a ritornare a Casa. Questi bisogni sono tutti riconducibili a una funzione, il perdono, che non a caso è definito nel Libro degli esercizi “la sola funzione” (lezione 65), che Dio ci ha dato proprio attraverso la mediazione dello Spirito Santo.
Il perdono è il solo mezzo che ci permette di ritornare a Casa da nostro Padre e quindi rappresenta il solo bisogno che abbiamo.
Ma nell’estrema confusione in cui ci troviamo, abbiamo bisogno di una Guida Che ce lo ricordi e ci indichi la strada da percorrere per svolgere nel modo corretto la nostra funzione, mostrandoci le percezioni che abbiamo bisogno di lasciar andare e quelle che abbiamo bisogno di ospitare nella nostra mente.
Ecco perché lo Spirito Santo è la nostra Guida in quel “paese lontano” – lo stato illusorio della mente separata - nel quale crediamo di trovarci.

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Tuo Padre sa che non hai bisogno di nulla. In Cielo è così, perché di cosa potresti aver bisogno nell’eternità? Nel tuo mondo hai davvero bisogno di cose. E’ un mondo di scarsità quello in cui ti trovi, perché senti la mancanza di qualcosa.
(T-13.VII.10:2-5)

Il passaggio odierno contrappone due stati mentali: lo stato di abbondanza nella Mente del Cielo/Uno e lo stato di scarsità nella mente che proietta il mondo/molteplice. E contrappone anche le nostre due identità: quella reale di Figlio di Dio e quella illusoria di ego-corpo. Nello stato di abbondanza del Cielo, noi -il Figlio di Dio- ovviamente non abbiamo bisogno di nulla. Ma nello stato illusorio di scarsità con cui siamo identificati, noi- i corpi- abbiamo costanti bisogni. Il mondo del molteplice è insomma uno stato di bisogno costante che riflette il bisogno costante di Dio, perché non è altro che la frammentazione di una minuscola, folle idea (T-27.VIII.6:2) di scarsità, ossia di separazione dall’abbondanza di Dio. Ed è veramente curioso il fatto che – indotti dall’ego- noi non cerchiamo di soddisfare l’unico reale bisogno che abbiamo, ma al contrario dedichiamo tutto il nostro tempo a cercare di soddisfare tutti i nostri bisogni illusori, nell’illusione che, facendolo, possiamo sperimentare quella pienezza interiore che invece deriva solo dalla presenza di Dio nel nostro cuore. Questo è proprio uno stato di allucinazione, perché come potremmo mai raggiungere tale obiettivo, quando il mondo è basato proprio sul bisogno di rendere reale la scarsità, e quindi per definizione non potrà mai fornirci quello stato di vera abbondanza che c’è solo in Cielo?
Non ci potrebbe essere dimostrazione migliore di quella che il Corso definisce
“la massima dell’ego”: cerca ma non trovare (T-16.V.6:5)!

Ma puoi trovare te stesso in un mondo simile? Senza lo Spirito Santo la risposta è no. Tuttavia, grazie a Lui, la risposta è un gioioso sì. Come Mediatore tra i due mondi, Egli sa di cosa hai bisogno e cosa non ti farà del male.
(T-13.VII.10:6-9)

Se seguiremo le indicazioni dell’ego, dunque, non potremo mai trovare la vera abbondanza, ossia riconoscere - nello stato di scarsità del mondo - la realtà della nostra Identità e pienezza. Ma se accetteremo la risposta dello Spirito Santo tutto cambierà. Perché, in qualità di Mediatore fra l’Uno ed il molteplice, Egli è in grado di ricordarci l’abbondanza del Cielo anche nell’alienante stato di scarsità in cui crediamo di essere sprofondati. E può insegnarci a discernere i falsi bisogni - quelle dinamiche di specialezza che possono solo farci del male perché rafforzano il nostro senso di scarsità e separazione - dal bisogno autentico di perdono, che ci permette di sperimentare pace, gioia e amore, cioè il riflesso dell’abbondanza del Cielo. Mentre l’unico bisogno che abbiamo è il perdono, che ci permette di accettare la nostra vera Identità e quindi di ricordare l’abbondanza di Dio, i falsi bisogni sono sempre basati sull’idea che possedere delle cose ci riempirà, rendendoci nuovamente interi. Sono basati sul confondere la forma (il possesso delle cose) con il contenuto (l’amore).

Il senso del possesso è un concetto pericoloso se lasciato a te. L’ego vuole avere cose per la salvezza, poiché il possesso è la sua legge. Il possesso per il gusto di avere, è il credo fondamentale dell’ego.
(T-13.VII.10:10-12)

-320-

Ogni cosa di cui l’ego ti dice che hai bisogno ti farà del male. Perché, sebbene l’ego ti spinga continuamente ad avere, non ti lascia nulla, poiché quello che ottieni te lo richiederà. E persino dalle stesse mani che l’hanno afferrata, essa verrà strappata via e scagliata nella polvere. Perché dove l’ego vede la salvezza, vede la separazione e così perdi qualsiasi cosa tu abbia ottenuto nel suo nome.
(T-13.VII.11:1-4)

Il mondo dell’ego è il mondo della scarsità, perché l’ego è sorto dalla minuscola folle idea (T-27.VIII.6:2) di separazione dal Tutto, e il suo sistema di pensiero è interamente basato su di essa. E’ ovvio quindi che ogni mente che s’identifica con l’ego sia in uno stato di scarsità cronico, e quindi si senta costantemente spinta dal bisogno di avere, per compensare tale senso di carenza e di vuoto. Tuttavia questo bisogno costante di avere viene altrettanto costantemente frustrato, perché – mantenendo fino in fondo la logica perversa della separazione- la mente dedita all’ego prima o poi deve separarsi da qualsiasi cosa abbia conseguito o acquisito, e quindi deve perderla. E’ il crudele destino di chi segue ciecamente la massima dell’ego “cerca ma non trovare” (T-16.V.6:5), cercando stoltamente nel possesso delle cose del mondo (la forma) la risposta al doloroso ma inesistente problema della solitudine e del vuoto interiore.
Ma se seguiamo la Guida dello Spirito Santo cambierà tutto. Perché la Sua promessa è sempre: “Cerca e troverai” (T-12.IV.4:5). Seguendo la Sua Guida, troveremo una cosa radicalmente diversa: quell’amore che- solo- può portarci a fare esperienza di pienezza e completezza (il contenuto) anche in questo “paese lontano da Casa”, lo stato della mente separata che crede nell’illusione dello spazio e del tempo.
Lo Spirito Santo sa di cosa abbiamo bisogno, mentre noi- nello stato di confusione in cui ci troviamo- da soli non potremmo riconoscerlo. Seguendo la Sua guida possiamo imparare a riconoscere il contenuto d’amore anche in ciò che sembra riflettere proprio l’opposto dell’amore. Perché solo di questo abbiamo bisogno: del perdono che ci permette di modificare la percezione delle cose, trasformandole da possessi dell’ego a strumenti per disfare l’ego stesso ed il suo senso di carenza e di vuoto. E nello stesso tempo lo Spirito Santo ci insegnerà a non avere alcun investimento nelle cose, perché il loro valore non è rappresentato da quello che sono in sé, ma dal fatto che, quando sono date allo Spirito Santo, divengono il mezzo per ritornare a casa.

Solo lo Spirito Santo sa di cosa hai bisogno. Poiché Egli ti darà tutte le cose che non bloccano il cammino verso la luce. E di cos’altro potresti avere bisogno? Nel tempo, Egli ti darà tutte le cose che hai bisogno di avere e le rinnoverà fintanto che ne avrai bisogno. Non ti porterà via nulla fintanto che ne avrai bisogno. E tuttavia Egli sa che tutto ciò di cui hai bisogno è temporaneo e durerà solo fino a che ti distaccherai da tutti i bisogni e ti renderai conto che sono stati tutti soddisfatti. Perciò Egli non ha alcun investimento nelle cose che fornisce, salvo accertarsi che non le userai per indugiare nel tempo. Egli sa che lì non sei a casa, e non vuole che alcun ritardo rimandi il tuo gioioso ritorno a casa.
(T-13.VII.12)

-321-

Solo lo Spirito Santo sa di cosa hai bisogno… Affida quindi i tuoi bisogni a Lui. Egli li soddisferà senza porre alcuna enfasi su di essi. Ciò che ti viene da Lui arriva senza pericoli, perché Egli si assicurerà che non possa mai diventare un luogo oscuro, nascosto nella tua mente e conservato per farti del male. Sotto la Sua guida viaggerai leggero e proseguirai agilmente, poiché il Suo sguardo è sempre sulla fine del viaggio, che è il Suo obiettivo. Il Figlio di Dio non è un viaggiatore di mondi esterni. Per quanto santa possa diventare la sua percezione, nessun mondo al di fuori di lui ha in serbo la sua eredità. Dentro di sé egli non ha bisogni, perché la luce non ha bisogno di altro se non di splendere in pace, e lasciare che da essa stessa i raggi si estendano quietamente all’infinito.
(T-13.VII.12:1,13)

Anche questa settimana ci concentriamo sul senso di bisogno che l’ego genera e mantiene dentro la nostra mente, e sul modo in cui lo Spirito Santo ci insegna a guarirlo, guidandoci verso una diversa percezione della nostra identità. Negli ultimi spunti (per rileggerli cliccare qui) abbiamo visto che questo bisogno ci spinge costantemente a cercare di possedere delle cose per compensare il vuoto interiore, ma abbiamo anche visto che tale ricerca si rivela infruttuosa, perché non è nella forma esteriore che possiamo trovare quell’amore e quella gioia che ci manca (il nostro unico bisogno) ma solo nella presenza viva di Dio dentro la nostra mente, di Cui possiamo imparare a fare esperienza accettando l’Espiazione per noi stessi.
Lo Spirito Santo, a causa della sua funzione duale, conosce la nostra vera Identità e insieme percepisce la nostra condizione illusoria, quindi sa che il nostro bisogno più profondo non potrà mai essere soddisfatto dal possesso delle cose, ma soltanto da quella pace interiore che viene dal perdono, e che riflette la Presenza di Dio nel nostro cuore.
Purtroppo il nostro stato di confusione interiore- dovuto all’identificazione con l’ego- ci impedisce di percepire i nostri migliori interessi (L-pI.24), che hanno il potere di portarci a tale pace. Abbiamo bisogno di una Guida Che ce lo mostri aiutandoci a viaggiare incolumi dentro i mondi interiori in cui l’ego spadroneggia e mette muri su muri per impedirci di arrivare alla meta. Dobbiamo allora imparare ad affidare a questa Guida i nostri bisogni, ossia dobbiamo spogliarli delle aspettative che avevamo caricato su di essi, e lasciare che questa Guida ne cambi lo scopo. SeguendoLa, i nostri bisogni apparenti si trasformeranno da strumenti per rafforzare l’ego a mezzi per trovare quello che cerchiamo realmente: il nostro completamento e la nostra gioia. Lo Spirito Santo non ci priverà dei nostri bisogni, anzi li soddisferà nel modo più autentico, mostrandoci in cosa consiste la vera soddisfazione: nel togliere da essi ogni investimento.
In questo modo arriveremo finalmente al punto di sperimentare che non abbiamo alcun bisogno, perché la luce all’interno di noi già splende in pace e saranno i suoi raggi a riportarci all’infinito.

-322-

Lascia dunque che sia Lui la sola Guida che seguirai per la salvezza. Egli conosce la via e ti conduce lietamente su di essa. Con Lui non mancherai di imparare che ciò che Dio vuole per te è la tua volontà. Senza la Sua guida penserai di conoscerla da solo e deciderai contro la tua pace esattamente come hai deciso che la salvezza si trovava in te solo. La salvezza viene da Colui al Quale Dio l’ha data per te. Egli non l’ha dimenticata. Non dimenticarLo ed Egli prenderà ogni decisione per te, per la tua salvezza e per la pace di Dio in te.
(T-14.III.14)

Da qualche settimana ci stiamo concentrando su una delle definizioni che Un Corso in Miracoli dà dello Spirito Santo: la Guida (per rileggere gli spunti relativi cliccare qui).
Abbiamo visto che seguendoLo possiamo sfuggire allo stato confusionale nel quale siamo precipitati in seguito alla credenza nella minuscola folle idea (T-27.VIII.6:2), uno stato che ci ha portati inizialmente a dubitare della nostra reale Identità, e poi a confondere l’idea stessa di dolore con quella di piacere nelle scelte più diverse della nostra vita quotidiana. Grazie a Lui possiamo dunque rimettere ordine nei nostri pensieri e accedere a uno stato mentale più sano. Abbiamo visto inoltre che lo Spirito Santo ci guida in modo da soddisfare il vero e unico bisogno che abbiamo tutti indistintamente: ritornare alla casa del Padre. Egli infatti non si fa ingannare dall’ego –come invece facciamo noi- tutte le volte che l’ego ci prospetta un nuovo bisogno allo scopo di trascinarci in un’ulteriore, vana ricerca della felicità in base alla sua massima crudele
cerca ma non trovare” (T-16.V.6:5)
.
Anche in questo caso la Guida dello Spirito Santo ci permette di uscire dalla confusione nella quale crediamo di essere precipitati e di seguire la sola via che ci conduce lietamente alla salvezza dalla nostra angoscia.
Se non ci rivolgiamo a Lui per essere aiutati crederemo di sapere da soli come si fa a uscire dal caos. È un errore, perché non ci renderemo conto che, cercando di “fare da soli”, ripeteremo ancora una volta l’errore ontologico iniziale e primario: quella credenza errata nella realtà della minuscola folle idea di separazione da Dio che la mente ha preso “da sola”, ossia percependosi sola e separata dal Padre.
Dunque, cercare “da soli” la salvezza dall’ego è soltanto un’inutile e dolorosa perdita di tempo.

-323-

Come scivola via semplicemente e facilmente il tempo per l’insegnante di Dio che ha accettato la Sua protezione! Tutto ciò che ha fatto in precedenza nel nome della sicurezza non lo interessa più. Poiché è al sicuro e sa che è così. Ha una Guida Che non fallirà. Non deve fare distinzioni tra i problemi che percepisce, perché Colui al Quale si rivolge per ciascuno di essi riconosce che non c’è alcun ordine di difficoltà nel risolverli. E’ altrettanto sicuro nel presente quanto lo era prima che le illusioni venissero accettate nella sua mente, e quanto lo sarà quando le avrà lasciate andare. Non c’è differenza nel suo stato in momenti diversi e in luoghi diversi, perché per Dio sono tutti la stessa cosa. Questa è la sua sicurezza. Non ha bisogno di niente altro.
(M-16.7)

Se seguiamo la guida dell’ego, che imperversa dentro la nostra mente, perdiamo la strada e perdiamo tempo.
L’ego infatti non fa che proporre innumerevoli diverse idee di attacco e specialezza, che riproducono in forme ingannevoli la medesima minuscola folle idea di separazione da Dio (T-27.VIII.6:2), allo scopo di rendere reale tale separazione. E noi non ci accorgiamo di quanto fuorvianti siano le sue proposte, e di quanto ci allontanino dall’unico reale bisogno che tutti quanti abbiamo indistintamente: tornare alla Casa del Padre.
Eppure continuiamo a seguire l’ego, perché ci ha convinti che ci protegge. Com’è possibile cadere in un errore così madornale? Perché siamo in uno stato mentale di estrema confusione, e crediamo che lasciarlo andare sia doloroso, quando invece è l’unico vero piacere che possiamo sperimentare. Abbiamo dedicato alcuni spunti a quest’argomento.
(per rileggerli cliccare qui)
Per essere realmente protetti dobbiamo imparare a seguire un’altra Guida, Che non può fallire perché viene direttamente da Dio.
Lo Spirito Santo, la Guida reale che ci viene offerta dal Corso, sa che tutte le forme proposte dall’ego non fanno altro che simboleggiare un unico contenuto distruttivo, e che a quest’unico contenuto è possibile rispondere con un’unica risposta salvifica. Ecco perché il Corso usa per questa Guida anche la definizione di “Risposta”. (T-9.VIII.11.2:9). Anche a quest’argomento abbiamo dedicato uno spunto (per rileggerlo cliccare qui)
Essa non fa distinzioni fra problemi apparentemente diversi, né fra le soluzioni da adottare per risolverli. Non distingue fra momenti diversi, luoghi diversi o individui diversi.
Per questa Guida c’è un solo problema ed una sola soluzione, l’Espiazione (L-pI.79-80). Molto semplice.

-324 -

Lo Spirito Santo è la mia sola Guida. Egli cammina al mio fianco con amore. Ed io Gli rendo grazie perché mi mostra la via da percorrere.
(L-pII.215. 1:2-4)

Lo Spirito Santo è la nostra sola Guida perché - pur essendo stato creato da Dio e quindi conoscendo la Realtà- svolge una funzione duale e pertanto è in grado di percepire le nostre illusioni. In altri termini parla il nostro stesso linguaggio e può comprendere l’estrema confusione in cui siamo precipitati, allo scopo di correggerla. Rappresenta la Voce Che parla per Dio anche all’interno dell’illusione che abbiamo fatto proprio per scappare da Dio.
E’ il Ponte Che ci permette di ritornare alla nostra vera Realtà, sfuggendo alle illusioni che – nello stato di caos in cui crediamo di trovarci- a noi sembrano essere la realtà.
Nella sua funzione di Traduttore, traduce in forma ciò che è totalmente senza forma e ci permette di ritrovare il riflesso della realtà astratta anche nelle forme concrete che a noi sembrano così reali, e che hanno il solo scopo di trascinarci nel caos e nell’oscurità più profonda.
In quanto Interprete delle forme concrete alla luce della correzione astratta che viene da Dio, rappresenta l’Anello di comunicazione con Dio Che ci permette di approdare gradualmente alla parte corretta della nostra mente, e di lì a tornare gradualmente alla conoscenza che sembrava perduta per sempre.
Costituisce la Risposta all’errore della separazione, e proprio come l’errore sembra essersi frantumato in innumerevoli forme, così anche la Risposta può apparire a ognuno di noi nelle forme che ci permettono di comprenderla. Perché noi crediamo di pensare per immagini, e se la Risposta non ci arrivasse sotto forma d’immagine, non riusciremmo più a coglierla.
La Sua risposta è l’Espiazione, o correzione, che afferma che la separazione da Dio non è mai avvenuta. E’ un principio astratto, quindi difficilmente applicabile. Ma il mezzo per accettarla e sperimentarla è il perdono, e questo la riporta immediatamente alle nostre esperienze quotidiane, là dove ci è assolutamente possibile comprenderla.
Ecco dove la funzione mediatrice dello Spirito Santo appare chiaramente: il principio astratto di cui è portatore – l’Espiazione- appare nella nostra vita quotidiana sotto forma di perdono.
E scegliendo il perdono, noi accettiamo- al di là della nostra esperienza cosciente- l’Espiazione per noi stessi.

L’Espiazione è stata stabilita come mezzo per ripristinare l’assenza di colpa nelle menti che l’hanno negata ed hanno così negato il Cielo a se stessi. L’Espiazione ti insegna la vera condizione del Figlio di Dio. Non ti insegna cosa sei o cos’è tuo Padre. Lo Spirito Santo, Che lo ricorda per te, ti insegna semplicemente come eliminare i blocchi che stanno fra te e ciò che sai. La Sua memoria è la tua. Se ricordi ciò che hai fatto non ricordi nulla. Il ricordo della realtà è in Lui, perciò in te.
(T-14.IV.9:2-8)

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