Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 656 Se i corpi sono fatti per limitare l’amore, cosa ci stiamo a fare qui?

 

D #656: In una risposta avete scritto: "Un Corso in Miracoli ci insegna che il corpo è stato fatto per attaccare e sostituire la nostra vera Identità e per limitare l’amore (T.18.VIII.1)." Se è così, allora cosa ci facciamo noi qui? Questo sembra un modo incredibilmente cinico di vedere l’umanità. Se l’essere incarnati significa attaccarsi intrinsecamente l’un l’altro, perché mai veniamo qui?

Se da una parte penso che il Corso abbia molti grandi punti e intuizioni, dall’altra penso che, come tutti i testi spirituali, possa essere interpretato in modo così letterale da diventare fondamentalista e di fatto inutile agli individui e a dove essi si trovano nella vita. Per anni sono rimasto in cattivi rapporti con varie persone mentre cercavo di vedere la loro “innocenza” e la nostra unità. Recentemente ho deciso semplicemente di starmene alla larga dalle persone che mi feriscono (non mi importa più se sia o meno un’illusione) e devo dire che sento un’incredibile quantità di potere in me stesso e di perdono nei loro confronti. Se il Corso dà per scontato che abbiamo del buon senso, si sbaglia di grosso. Molti di noi, nati in famiglie folli e con dipendenze, non conoscono il buon senso e per le persone come me usare testi come questo può risultare pericoloso. Se Gesù intendeva veramente guarirci tramite questo testo perché non ha preso in considerazione coloro che non riescono letteralmente a differenziare la gioia dal dolore, la colpa dall’amore, per non parlare del rendersi conto che il dolore è un’illusione? Per anni ho onestamente pensato che la colpa fosse amore. Come spiegate il Corso a qualcuno che crede questo?

 

R: Il Corso, come qualsiasi altro insegnamento scritto, si apre certamente a incomprensioni, cattive interpretazioni ed errate applicazioni. E siccome il suo scopo è capovolgere, disfare e sostituire completamente il nostro intero sistema di pensiero è ancora più plausibile che possa venir frainteso, in quanto abbiamo tutti un forte investimento nel non comprenderlo. Se non comprendiamo gli insegnamenti nel loro insieme i suoi passaggi vengono tutti troppo facilmente decontestualizzati, e questa è l’esperienza della maggior parte degli studenti quando iniziano a studiare il Corso e tentano di metterne in pratica i principi. E mentre il Corso non dice nulla di specifico sul buon senso, è chiaro che Gesù non dà grande valore alla nostra capacità di comprendere e dare un senso alle nostre esperienze (T.18.IV.7:5,6; 8:1), in quanto ripetutamente ci definisce folli (es. T.4.III.10:3,4; T.10.V.10:4, T.13.in.1:7; T.14.I.2:6,7; T.14.XI.2:2; L.pI.53)!

Egli conosce e descrive con dovizia di particolari la confusione che tutti condividiamo tra dolore e gioia  (es. T.7.X), prigionia e libertà (T.8.II), colpa e amore (e.g., T.15.V.2,3,4,5; T.15.VII.2,7,8,9,10; T.15.X.5,6; T.15.XI.4; T.16.IV.3). E sa che la sua sfida, in quanto nostro insegnante, è aiutarci a riconoscere la nostra stessa confusione. E’ ben consapevole che  opponiamo una grande resistenza all’accettare la verità di ciò che dice (es., T.7.X.3,4,5; L.pI.44.5; M.5.II.1).

Uno degli errori più comuni che gli studenti commettono con il Corso è pensare che dia consigli su come agire e comportarsi. E quindi il tuo credere che il Corso ti chieda di rimanere in relazioni di abuso e vedere l’innocenza altrui e la tua unità con loro è, sfortunatamente, uno dei più comuni fraintendimenti dei suoi insegnamenti. L’obiettivo principale di Gesù è aiutarci a vedere che i nostri stessi pensieri egoici e le nostre relazioni sono semplicemente i mezzi per aiutarci ad identificare tali pensieri, cosa che possiamo fare sia che rimaniamo fisicamente in relazione con l’altro sia che non rimaniamo. La relazione nella mente prosegue indipendentemente da questo e Gesù vuole che ci concentriamo proprio su ciò.

Come tu sottolinei, gli insegnamenti del Corso sullo scopo che l’ego ha nel fare il mondo e il corpo, insegnamenti centrali per comprendere cosa intenda col perdono, sono delle sfide senza compromessi. E tuttavia il Corso ci offre anche un altro scopo per il nostro “venire qui”. Con lo Spirito Santo quale nostro Insegnante il mondo e i nostri corpi possono diventare l’aula scolastica nella quale apprendere le nostre lezioni di perdono, nel contesto di tutte le nostre relazioni speciali. In questo modo ciò che abbiamo fatto per ferire può ora essere usato dallo Spirito Santo per guarire (T.25.VI.4:1). Ciò nonostante non tutti saranno attratti da questa particolare espressione del "corso universale": esso è solo una tra le molte migliaia di sentieri (M.1.4:1,2). E se non puoi accettare gli insegnamenti del Corso su questo punto fondamentale, stai certo che ci sarà un altro sentiero che ti riporterà a casa e che tu sperimenterai come una via più dolce sulla quale viaggiare. Questa è una decisione che ognuno di noi può prendere solamente con il proprio Insegnante interiore, Che conosce ciò di cui ognuno di noi ha realmente bisogno per guarire il pensiero di separazione e il dolore nelle nostre menti. Quindi, per favore, sii gentile con te stesso. L’ultima cosa che Gesù intende per ognuno di noi è rinforzare il nostro dolore e la nostra colpa. Il suo obiettivo è unicamente aiutarci a fare la scelta, in una forma che possiamo trovare maggiormente confortevole, e che allevi veramente il nostro dolore.