D 1201 Chi è “il Padre” nel Corso?

 

D # 1201: Chi è il Padre nel Corso? Lo stesso “Padre Nostro in Cielo” che c'è nella Bibbia? L'equivalente di Geova o di un altro arconte o demiurgo? Kether o Sin Soph dell’Albero della Vita? Sappiamo che il Gesù del Nuovo Testamento e il Gesù del Corso sono lo stesso insegnante.

 

R: Dio, in Un corso in miracoli, è il “Padre” di Cristo, Suo Figlio. “Padre” è tra virgolette perché la distinzione viene fatta per nostra comodità, poiché non siamo in grado di comprendere la non-dualità, o la pura indifferenziata Unità. “. . . finché penserai che parte di te è separata, il concetto di un’Unità, unita come una cosa sola, sarà privo di significato” (T.25.I.7:1); “Non c’è alcun luogo dove il Padre finisca, e il Figlio cominci come qualcosa di separato da Lui” (L.pI.132.12.4). Si può fare esperienza di Dio solo direttamente, ma non in termini umani, perché l’esperienza umana è completamente dualistica e la realtà non lo è: “Noi diciamo ‘Dio è’, e poi smettiamo di parlare, perché in quella conoscenza le parole sono prive di significato. Non vi sono labbra per pronunciarle, né parte della mente sufficientemente distinta da sentire che è ora consapevole di qualche cosa che non sia se stessa. Essa si è unita con la sua Fonte. E come la sua Fonte Stessa, essa semplicemente è” (L.pI.169.5:4,5,6,7).

La teologia di Un corso in miracoli, anche se usa il linguaggio della tradizione Giudeo-Cristiana, è decisamente ed inconciliabilmente diversa da quella tradizione e anche dalla maggior parte degli altri sistemi, come è evidente da questi esempi degli insegnamenti del Corso su Dio (1) L’universo finito non è creazione di Dio (T.11.14; M.22.5:5); (2) Egli non sa nulla di questo mondo (T.14.II.8:6,7; T.25.VII.3:3,4); (3) Dio non condanna (L.pI.46.1); L.pII.10): (4) Egli non chiede sacrificio: “Il sacrificio è una nozione totalmente sconosciuta a Dio” (T.3.I.4:1).

Il Corso chiarisce anche che molti dei resoconti sulla vita e sul messaggio di Gesù del Nuovo Testamento sono inaccurati o distorti. Di fatto l’intero Corso può essere letto e studiato da quel punto di vista. Così, ad esempio, egli parla di: Espiazione senza sacrificio, il vero messaggio della crocifissione e il significato della resurrezione (T.3.I; T.6.I; M28); il significato del Natale (T.15.X,XI), il perdono e il miracolo (L.pII.1,13) e molti, molti altri. Il libro di Kenneth “A Course in Miracles and Christianity: A Dialogue” affronta principali punti di divergenza. Anche altre domande in questo servizio sono dedicate a queste differenze.