Spunti 10 - 11 - 12

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Non c’è alcun mondo!
Questo è il pensiero centrale che il corso tenta di insegnare
(L.pI.132.6:2-3)

Rimaniamo ancora una settimana su questa importantissima frase che ho già citato nella scorsa newsletter.
Forse siamo rimasti colpiti da una apparente contraddizione tra questa frase e altre, in cui il mondo viene considerato come esistente. Per esempio leggiamo nella lezione 61:

Io sono la luce del mondo.
Questa è la mia sola funzione.
Questa è la ragione per cui sono qui.
(L.pI.61.5:3-5)

In queste 3 frasi non solo è implicita la premessa che il mondo esiste, ma anche che io vi sono dentro per una ragione ben precisa.

Questo è solo uno dei moltissimi esempi in cui il corso sembra sostenere punti di vista diametralmente opposti e contraddirsi. Com’è possibile?

La risposta sta nel fatto che il corso è scritto a due diversi livelli. Se non si individuano chiaramente questi due livelli di scrittura e di comprensione è assolutamente impossibile studiarlo.
Anzi, si cade in un errore estremamente frequente fra gli studenti: la cosiddetta confusione di livelli.

Prima di proseguire è bene concentrarci su questo argomento. Per fortuna Kenneth Wapnick ha scritto molto sui due livelli di scrittura del corso. Per esempio troviamo una sua descrizione brillante nell’introduzione al Glossario-Indice.
E ha anche compilato un’utilissima tavola che riassume i due livelli.
Per consultare la traduzione italiana di questa introduzione, cliccare qui.
Per comprare il Glossario-Indice in inglese cliccare qui.

 

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Non c’è alcun mondo!
Questo è il pensiero centrale che il corso tenta di insegnare
(L.pI.132.6:2-3)

Partendo da questa importantissima frase, la scorsa settimana ho proposto di riflettere sui 2 livelli di comprensione del corso, magari andando a rileggere l’introduzione al Glossario-Indice di Kenneth Wapnick che è tradotta sul sito.

A questo punto dovremmo avere le idee più chiare.
Il corso è scritto a due livelli, e se non ne teniamo conto non solo la comprensione della teoria viene fortemente distorta, ma diventa impossibile applicarlo correttamente.
Per esempio l’idea che il mondo non esiste potrebbe portare una persona a compiere degli abusi (“perché intanto il mondo non esiste!”) sostenendo che sta mettendo in pratica le idee del corso alla perfezione, e non rendendosi conto che sta semplicemente attuando i propri desideri egoici nascosti attribuendoli al corso allo scopo di garantirsi una sorta di “autorizzazione spirituale”.
Come Kenneth disse una volta in un seminario: “questo è un corso che insegna la spiritualità, non la stupidità!”

Perché il corso adotta due livelli di scrittura e di comprensione?
Credo che lo faccia per almeno due ragioni.
Prima di tutto perché il primo livello è troppo astratto per noi, e quindi inapplicabile. Di conseguenza il corso scende al nostro livello mentale (il secondo) e lo adotta temporaneamente per aiutarci a metterlo in discussione attraverso l’applicazione costante del processo del perdono. Il secondo livello è infatti quello operativo, quello nel quale compiamo la decisione fondamentale di scegliere di seguire la guida dello Spirito Santo ed entrare così nello stato di pace. In altri termini il corso utilizza il nostro linguaggio dualistico per disfare il dualismo e portarci alla pura essenza non dualistica di Dio.

E secondariamente credo che questo sia un utilissimo espediente didattico. Alternando in continuazione frasi di primo e di secondo livello il corso ci addestra a fare una sorta di ginnastica mentale, passando continuamente da un livello di comprensione all’altro. E’ un metodo che serve ad addestrare la nostra mente, allo scopo di portarla a svolgere correttamente la sua funzione fondamentale, che è quella di prendere l’unica decisione che ci riporterà a Casa da Dio.

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Dopo la digressione sui due livelli di comprensione del corso torniamo al tema della pace, che costituisce la corretta motivazione per studiare questo corso. Un tema sul quale ci stiamo concentrando da una decina di newsletters, cercando di andare a guardare i nostri pensieri a proposito. 

La pace di Dio viene riconosciuta dapprima da una cosa sola: è totalmente dissimile da tutte le esperienze precedenti sotto ogni punto di vista. Non richiama alla mente nulla di ciò che è accaduto in precedenza. Non reca con sé alcuna associazione con il passato. E’ una cosa del tutto nuova
(M.20.2:2-5)

Una volta compreso che l’obiettivo del corso è lo stato di pace interiore, questa bellissima citazione ci aiuta ulteriormente a capire che tale pace è un’esperienza completamente diversa da qualunque altra cosa abbiamo mai sperimentato.

Abbiamo visto che il corso non è una strada per cambiare il mondo. Non ha lo scopo di risolvere controversie o dispute. Non serve a portare la pace nel mondo, né al livello delle nostre piccole esperienze quotidiane, né al livello delle grandi controversie internazionali. Non ha lo scopo di guarire le malattie fisiche né di trovare un nuovo lavoro o lasciar andare il vecchio. Non ha lo scopo di eliminare la povertà dal pianeta né di ridurre l’inquinamento.

E soprattutto non promette una nuova età dell’oro a coloro che sono disposti a seguirlo. Se uno studente crede che questi siano gli obiettivi del corso, allora vuol dire che ha completamente distorto ciò che il corso dice e sta facendo “confusione di livelli”. 

Il corso è una strada che ci porta a fare un’esperienza interiore completamente nuova nella quale ci apriamo alla possibilità che “non ci sia alcun mondo”.

Un’esperienza talmente bella da riflettere l’esperienza non dualistica del Cielo e di Dio e da farci sicuramente tornare a Casa, prima o poi. 

Io ti conduco verso un nuovo tipo di esperienza che tu sarai sempre meno disposto a negare
(T.11.VI.3:6)

Sembra proprio un miracolo. Sarà questo il vero significato del miracolo? E sarà per questo che si intitola “Un corso in miracoli”?