Spunti 207 - 208 - 209 - 210 - 211 - 212 - 213 - 214

 

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Riprendiamo nuovamente i nostri spunti di riflessione. Da inizio anno ci stiamo concentrando sull’uso che l’ego fa del tempo. Abbiamo visto che il tempo serve all’ego per promuovere sé stesso ed assicurarsi la propria continuità dentro la nostra mente. A questo scopo ci spinge a portare la nostra attenzione al passato ed al futuro: i due aspetti del tempo che per definizione non esistono. Ci induce così ad occupare la nostra mente con le illusioni, e ci impedisce di usare il momento presente in modo proficuo.
Il trucco che l’ego adotta per inchiodarci al passato è rappresentato dall’intasare la nostra mente con le figure d’ombra, cioè i rimpianti, i rimorsi, gli affronti subiti e le illusioni perdute, che ci fanno ricordare il passato con nostalgia o dolore. Il trucco per inchiodarci al futuro è invece rappresentato dal desiderio di modificare la forma del passato senza prenderne in considerazione il contenuto. In questo modo il futuro diviene una forma diversa del passato e ne rappresenta la continuazione.
Sia in un modo che nell’altro l’ego mantiene dentro la nostra mente l’illusione della sua continuità e ci tiene saldamente in pugno.

Per rileggere gli spunti relativi alle ombre del passato (dal 178 al 190)

Per rileggere gli spunti relativi alla continuità dell’ego (dal 191 al 206)

Dal prossimo spunto cercheremo di comprendere qual è l’uso che lo Spirito Santo fa del tempo.

L’istante santo è una miniatura del Cielo, mandata a te dal Cielo….
L’istante santo è una miniatura dell’eternità
(T.17.IV.11:1,4)

 

- 208 -

Se l’ego ci spinge costantemente a pensare al passato ed al futuro (che ovviamente nella sua percezione condividono il medesimo contenuto di dare continuità alla colpa rendendola reale) lo Spirito Santo ci invita dolcemente a portare la nostra attenzione al momento presente, perché in esso- e solo in esso- c’è la possibilità di compiere la scelta fondamentale che rappresenta la nostra sola e unica responsabilità:
accettare l’Espiazione per noi stessi (T.2.V.5:1).
Tuttavia la definizione di “presente” che il Corso propone è totalmente diversa da quella solitamente in uso. Se infatti -per essere tale- il momento presente non deve contenere colpa, l’unico presente possibile sarà per il Corso un istante che verrà definito “santo”, in quanto appartiene al sistema di pensiero di correzione dello Spirito Santo che è privo di colpa.
Iniziamo a vederne la definizione, traendola dal Glossario compilato da Kenneth Wapnick (per accedere al Glossario, cliccare qui)

ISTANTE SANTO
Istante fuori dal tempo in cui scegliamo il perdono anziché la colpa, il miracolo anziché il rancore, lo Spirito Santo invece dell’ego; espressione della nostra piccola disponibilità a vivere nel presente, che si apre sull’eternità, anziché restare attaccati al passato ed avere paura del futuro, che ci mantiene all’inferno; usato anche per indicare l’ultimo istante santo, il mondo reale, il culmine di tutti gli istanti santi che abbiamo scelto lungo il cammino.

Se l’istante santo è privo di colpa (e non potrebbe essere diversamente, dato che viene definito “santo”) non può appartenere al tempo, che è il prodotto della colpa. Sarà per definizione fuori dal tempo.

È impossibile accettare l’istante santo senza riserve, a meno che, solo per un istante, tu non sia disposto a non vedere né il passato né il futuro.
(T.18.VII.4:1)

 

- 209 -

L’istante santo non è puramente e semplicemente il momento presente, ma il momento presente privo di colpa. Dunque non possiamo definire il momento presente come tale se in esso stiamo facendo esperienza del sistema di pensiero dell’ego (paura, rabbia, vendetta, vittimismo, ecc) da cui la colpa non è mai assente. Se infatti, come abbiamo visto negli spunti precedenti (dal 190 al 206. Per leggerli cliccare qui), l’ego usa il tempo per dare continuità alla colpa, l’unico uso non egoico del tempo presente sarà quello che non contiene colpa. In questo modo l’istante santo diviene il modo migliore per non sperimentare la colpa dalla nostra mente.

C’è un modo in cui lo Spirito Santo chiede il tuo aiuto, se vuoi avere il Suo. L’istante santo è il Suo più utile aiuto nel proteggerti dall’attrattiva della colpa, il vero allettamento nella relazione speciale.
(T.16.VI.3:1-2)

E senza la credenza nella colpa, dal momento presente se ne andrà anche il desiderio tutto egoico di vendicarci degli affronti subiti nel passato pianificando un futuro diverso.

Contro il folle concetto di salvezza dell’ego lo Spirito Santo dolcemente offre l’istante santo. Abbiamo detto in precedenza che lo Spirito Santo deve insegnare tramite paragoni, e usa gli opposti per indicare la verità. L’istante santo è l’opposto della ferma convinzione dell’ego che la salvezza venga tramite la vendetta per il passato. Nell’istante santo viene compreso che il passato se ne è andato e col suo passare il desiderio di vendetta è stato sradicato ed è scomparso. La quiete e la pace del presente ti avvolgono in perfetta dolcezza. Tutto se ne è andato eccetto la verità.
(T.16.VII.6)

 

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Negli spunti precedenti abbiamo visto due caratteristiche dell’istante santo, la definizione di “momento presente” che si trova nel Corso.
La prima caratteristica è che è un istante privo di colpa. E non potrebbe essere diversamente, visto che la colpa è la quintessenza del sistema di pensiero dell’ego e la santità dell’istante santo ne esclude totalmente la presenza.
La seconda caratteristica è che è un istante fuori dal tempo. A differenza della definizione usuale, dunque, secondo il Corso il momento presente non fa parte del tempo ma è fuori da esso. E anche in questo caso non potrebbe essere diversamente, visto che la colpa è la matrice del tempo, che serve a darle continuità. L’assenza della colpa garantisce dunque che dall’istante santo sia assente anche il tempo.
C’è una terza caratteristica: è un istante senza la consapevolezza del corpo. E per la terza volta non potrebbe essere diversamente, perché se si trova fuori dal tempo allora viene sperimentato non dal corpo ma dalla mente, che per definizione si trova a sua volta fuori dalla dimensione spazio-temporale.
Essendo una proiezione della mente sbagliata allo scopo di rendere reale la separazione, il corpo non può che essere sperimentato nel passato o nel futuro. Dunque secondo il Corso è impossibile, per definizione, sperimentare l’istante santo quando siamo convinti della realtà del corpo.

Il corpo non esiste affatto in nessun singolo istante. È sempre ricordato o anticipato ma non se ne fa mai esperienza nel presente. Soltanto il suo passato o il suo futuro lo fanno sembrare reale.
(T.18.VII.3:1-3)

Nell’istante santo invece ci troviamo a sperimentare quella dimensione interiore fuori dal tempo e dallo spazio che il Corso definisce mente e che rappresenta la nostra vera identità. Questa esperienza implica il fatto di dimenticare totalmente- anche se solo per un istante- il corpo.

C’è una cosa che non hai mai fatto: non hai mai dimenticato del tutto il corpo. È forse svanito talvolta dalla tua vista, ma non è ancora scomparso completamente. Non ti viene chiesto di lasciare che questo accada per più di un istante, tuttavia è in questo istante che accade il miracolo dell’Espiazione. Dopo rivedrai il corpo, ma mai più allo stesso modo. Ed ogni istante che trascorri senza la sua consapevolezza ti dà una visione diversa di esso quando ritorni.
(T.18.VII.2)

 

- 211 -

Come abbiamo visto negli spunti precedenti, nell’istante santo non scompare dalla nostra mente soltanto l’esperienza della colpa e del tempo, ma anche la consapevolezza del corpo. E questo ci potrà sembra difficile se non impossibile, visto che siamo identificati con il corpo praticamente tutto il tempo.
Per aiutarci a comprendere questa esperienza che permette di trascendere la mente sbagliata e per invogliarci a sperimentarla il Corso ci fornisce delle utili indicazioni:

Tutti hanno provato ciò che definirebbero come la sensazione di essere stati trasportati oltre se stessi. Questa sensazione di liberazione supera di gran lunga il sogno di libertà talvolta sperato nelle relazioni speciali. È una sensazione di una vera e propria fuga dalle limitazioni. Se vorrai considerare cosa implica in realtà questo “trasporto”, ti renderai conto che si tratta di una subitanea inconsapevolezza del corpo e una unione tra te stesso e qualcos’altro in cui la tua mente si allarga per abbracciarlo. Esso diventa parte di te mentre ti unisci ad esso. Ed entrambi diventate interi poiché nessuno dei due viene percepito separato. Ciò che accade in realtà è che hai rinunciato all’illusione di una consapevolezza limitata e perso la tua paura dell’unione. L’amore che istantaneamente la sostituisce si estende a ciò che ti ha liberato e si unisce ad esso. E mentre questo dura non hai incertezze sulla tua Identità, e non La limiti. Sei sfuggito alla paura e hai raggiunto la pace non mettendo in dubbio la realtà, ma semplicemente accettandola. Hai accettato questo invece del corpo ed hai permesso a te stesso di essere uno con qualcosa al di là di esso, semplicemente non lasciando che la tua mente venisse limitata da esso…… In questi istanti di liberazione dalle restrizioni fisiche, provi molto di ciò che accade nell’istante santo: il sollevarsi delle barriere di tempo e spazio, la subitanea esperienza di pace e gioia e, soprattutto, la mancanza della consapevolezza del corpo e del chiedersi se tutto ciò sia possibile o meno.
(T.18.VI.11, 13:6)

Come viene chiarito nell’ultima frase, le esperienze di liberazione dalle restrizioni fisiche che qui vengono descritte non sono istanti santi, anche se contengono alcune delle caratteristiche dell’istante santo. Sono semplicemente dei segnaposti che ci possono aiutare a comprendere meglio la direzione proposta dal Corso. L’esperienza che il Corso promuove è completamente diversa da qualunque esperienza noi abbiamo già sperimentato in passato, e si raggiunge attraverso l’addestramento della mente ad accettare l’Espiazione per noi stessi in ogni istante, e quindi mettendo in discussione la colpa. L’effetto potrà essere rappresentato da esperienze di liberazione dai limiti che potranno essere simili a quelle descritte nel brano precedente. Tuttavia è molto importante non confondere la causa (la scelta di mettere in discussione l’ego) con l’effetto (l’esperienza di liberazione dalle restrizioni fisiche).

Io ti conduco verso un nuovo tipo di esperienza che tu sarai sempre meno disposto a negare
(T.11.VI.3:6)

L’istante santo è molto semplicemente l’attimo in cui scegliamo un diverso Insegnante ed un diverso sistema di pensiero. Ma per compiere questa scelta dobbiamo necessariamente essere nella mente fuori dal tempo e dallo spazio e mettere in discussione la colpa.

 

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Come abbiamo visto negli spunti precedenti l’esperienza dell’istante santo esclude tre aspetti che solitamente sono ben presenti nel nostro spazio mentale: la colpa, il tempo ed il corpo, tre aspetti che il Corso ci dice essere strettamente collegati, perché nascono nel sistema di pensiero dell’ego e gli servono per rendere sé stesso reale nella nostra mente.
Non è affatto facile escludere questi tre aspetti dalla nostra mente. L’istante santo svolge proprio questa funzione, promuovendo nella nostra mente l’esperienza di una dimensione trascendente- che il Corso definisce “pace”- nella quale solo il perdono può farci entrare.
In altri termini il perdono è il mezzo attraverso il quale è possibile fare quell’esperienza interiore che il Corso chiama “istante santo”, che consiste nella decisione di scegliere un diverso Insegnante. Un’esperienza che è caratterizzata da un profondo senso di pace interiore e che esclude insieme la consapevolezza del tempo, della colpa e del corpo.

È attraverso l’istante santo che si compie ciò che sembra impossibile, rendendo evidente che non è impossibile. Nell’istante santo la colpa non conserva alcuna attrattiva, dato che la comunicazione è stata ripristinata. E la colpa, il cui unico scopo è interrompere la comunicazione, qui non ha alcuna funzione. … Qui c’è completo perdono, perché non c’è alcun desiderio di escludere alcuno dalla tua completezza….
(T.15.VII.14:1-3, 6)

Quando, grazie al perdono, scompare dalla nostra percezione la colpa- e con essa scompaiono l’attrattiva del corpo e del tempo- la comunicazione viene ripristinata perché essa appartiene alla mente e non al corpo. Un solo attimo di perdono permette di compiere quanto sembra impossibile finché restiamo identificati con l’ego: sperimentare che siamo una mente in comunione con tutte le menti, che non apparteniamo al tempo, e che siamo liberi dalle catene della colpa.

 

- 213 -

L’istante santo è il più utile strumento di apprendimento dello Spirito Santo per insegnarti il significato dell’amore. Perché il suo scopo è di sospendere completamente il giudizio. Il giudizio si basa sempre sul passato, perché l’esperienza passata è la base sulla quale giudichi. Il giudizio diventa impossibile senza il passato, perché senza di esso non capisci nulla. Non faresti alcun tentativo di giudicare perché sarebbe alquanto evidente che non capisci il significato di nulla. Tu hai paura di questo perché credi che senza l’ego tutto sarebbe caos. Tuttavia ti assicuro che senza l’ego tutto sarebbe amore.
(T.15.V.1)

L’istante santo è l’attimo fuori dal tempo in cui lasciamo andare in contemporanea l’attrattiva della colpa e la consapevolezza del corpo. In un attimo ci permette quindi di uscire dai parametri limitanti di tre delle maggiori conquiste dell’ego: tempo, colpa e corpo.
Ne deriva di conseguenza il fatto che in esso viene sospeso il giudizio, che è sempre basato sul passato, sulle differenze (e quindi sul bisogno di sperimentarci come corpi) e sul bisogno di proiettare la colpa.
Senza giudizio muta anche la nostra percezione degli altri, che divengono i nostri fratelli e le nostre sorelle con cui condividiamo lo stesso interesse: compiere insieme il viaggio di ritorno a Casa.
Ed il bisogno tutto egoico di vederci separati -allo scopo di proiettare la colpa che ci attanaglia dolorosamente- cede il passo all’amore.

 

- 214 -

Nell’istante santo nessuno è speciale, perché i tuoi bisogni personali non si intromettono a forza su nessuno per far sì che i tuoi fratelli sembrino differenti. Senza i valori del passato, li vedrai tutti uguali e come te. E non vedrai alcuna separazione fra loro e te. Nell’istante santo vedrai in ogni relazione ciò che sarà quando percepirai solo il presente.
(T.15.V.8:2-5)

Nell’istante santo- l’attimo fuori dal tempo in cui svanisce la percezione della colpa, del tempo e del corpo- scompare ovviamente anche la percezione della specialezza, che è la roccaforte del sistema di pensiero dell’ego. La specialezza – nata dal bisogno dell’ego di sentirsi separato da Dio- viene proiettata nella dimensione spazio temporale su tutti gli aspetti frammentati dell’illusione e ci porta a percepirci come corpi speciali in un mondo di corpi speciali. Questo ci permette di proiettare all’esterno di noi proprio quella colpa che l’ego ha instillato nella nostra mente. Ma per farlo dobbiamo ovviamente considerarci tutti diversi e quindi speciali.
La momentanea scomparsa della colpa dalla nostra mente nell’istante santo vanifica quindi il bisogno di proiettarla all’esterno e di percepire fuori di noi dei corpi speciali su cui poter attuare la proiezione. Senza specialezza c’è uguaglianza di contenuto e scompare la separazione. Nell’istante santo ogni relazione che percepiamo dentro la mente diviene santa, cioè priva di colpa.