Spunti 35 - 36

 

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Consideriamo brevemente quali sono i mezzi principali che l’ego usa per impedirci di guardare i nostri pensieri, ossia i suoi due formidabili strumenti difensivi: il primo è la negazione, il secondo la proiezione.
Leggiamo il significato di “negazione” dal glossario di Ken (cliccare qui).

LA NEGAZIONE
Mente sbagliata: evitare la colpa respingendo fuori dalla consapevolezza la decisione che l’ha prodotta, rendendola inaccessibile alla correzione o Espiazione.

La decisione che ha prodotto la colpa è la credenza nella minuscola folle idea, quel piccolo folle pensiero di separazione che sta all’origine di tutti i nostri guai. (T.27.VIII.6:2-3). Pur essendo inesistente per definizione, noi abbiamo voluto credervi per mantenere l’illusione della nostra specialezza. Ed in questo modo abbiamo rifiutato l’Espiazione, ossia la correzione proposta dallo Spirito Santo, che consiste nel riconoscere semplicemente di esserci sbagliati.
Il profondo senso di colpa che ne è derivato, pur essendo inesistente proprio come l’idea di separazione che l’ha prodotto, è talmente devastante per chi ci crede da essere veramente impossibile da gestire. E la strategia che l’ego ha elaborato e che ci propone continuamente per sopportare tale colpa è proprio la negazione, ossia nascondere la decisione da cui tale colpa è originata.
Adottiamo insomma lo stesso atteggiamento di chi nasconde lo sporco sotto il tappeto per non vederlo più, ed in questo modo si illude di averlo eliminato.
Nascondendo i meccanismi della mente sbagliata crediamo che non ci siano più, e ci sembra di stare meglio.
Ma in questo modo, proprio come succede con lo sporco sotto il tappeto, non ricordiamo più ciò che si cela all’interno della nostra mente, e quindi non possiamo più lasciarlo andare.
Ci lavorerà dentro, inesorabile, e non sapremo perché……

 

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Abbiamo visto la volta scorsa che il primo meccanismo con cui l’ego difende il suo sistema di pensiero è evitare la colpa spingendo fuori dalla nostra consapevolezza la decisione che l’ha prodotta, e che per farlo adotta una strategia molto potente: la negazione. In sostanza, obbedendo alla voce dell’ego che strilla prepotentemente nella nostra mente neghiamo, ossia ci rifiutiamo di guardare, la credenza nella separazione. Riprendendo un esempio fatto in precedenza (T.11.VIII.13), il corso ci invita gentilmente a riportare in superficie quanto avevamo precedentemente negato:

Ricorda ciò che è stato detto a proposito delle percezioni spaventose dei bambini, che li terrorizzano perché non capiscono. Se chiedono l’illuminazione e la accettano, la loro paura svanisce. Ma se nasconderanno i loro incubi, li manterranno. E’ facile aiutare un bambino incerto, perché riconosce di non capire cosa significano le sue percezioni. Ma tu credi di capire le tue. Bambino mio, stai nascondendo la testa sotto al coltre delle pesanti coperte che ti sei messo addosso. Stai nascondendo i tuoi incubi nell’oscurità della tua falsa certezza e rifiuti di aprire gli occhi e di guardarli.
Togli le coltri e guarda ciò che temi. Solo ciò che prevedi ti spaventerà, perché la realtà del nulla non può spaventare. Non rimandiamo, perché il tuo sogno di odio non ti lascerà senza aiuto, e l’Aiuto è qui.
(T.12.II.4:1-7, 5:2-4)

Che meraviglioso messaggio di speranza!

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