IL MEDIATORE

Spunti 304 - 305- 306 - 307 - 308 - 309 - 310 - 312

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 La percezione non è un attributo di Dio. Il Suo è il regno della conoscenza. Tuttavia Egli ha creato lo Spirito Santo quale Mediatore tra la percezione e la conoscenza. Senza questo legame con Dio, la percezione avrebbe sostituito per sempre la conoscenza nella tua mente.
Con questo legame con Dio la percezione cambierà e si purificherà a tal punto da portare alla conoscenza. Quella è la sua funzione, come la vede lo Spirito Santo, pertanto è questa in verità la sua funzione.
(L-pI.43:1)

In questa citazione troviamo un’altra delle definizioni che il Corso dà dello Spirito Santo: il Mediatore. In essa vengono riassunte le due funzioni – il Traduttore e l’Interprete- che abbiamo già visto in alcuni spunti precedenti (293, 294 e 298. Per rileggerli cliccare qui). In quanto Traduttore, lo Spirito Santo fa da tramite fra la percezione e la conoscenza, traducendo l‘una nell’altra. In quanto interprete traduce i simboli dell’ego nella correzione di essi basata sul principio dell’Espiazione. In altri termini lo Spirito Santo, che ispira la parte corretta della nostra mente dualistica, fa da ponte tra la parte sbagliata della stessa mente dualistica, che è dominio dell’ego, e la Mente Una, che è il regno della conoscenza.
Senza di Lui la percezione avrebbe sostituito per sempre la conoscenza nella nostra mente, ossia saremmo rimasti imprigionati nell’illusione dualistica e molteplice. Non perché tale illusione sia reale o abbia alcun potere su di noi, ma perché ciò che non è vero diviene reale per chi lo vuole credere.

Ciò in cui credi è vero per te
(T-2.VII.5:5)

Avremmo quindi impiegato il nostro libero arbitrio non per raggiungere la libertà, ma per rimanere catturati nel mondo delle illusioni come in un micidiale gioco di specchi.

Quando sei stato catturato nel mondo della percezione, sei catturato in un sogno. Non puoi sfuggirvi senza aiuto, poiché ogni cosa che i tuoi sensi ti mostrano testimonia semplicemente la realtà del sogno. Dio ha fornito la Risposta, la sola Via d’uscita, il vero Aiutante. La funzione della Sua Voce, il Suo Spirito Santo, è di mediare tra i due mondi. Egli può fare ciò perché, mentre da un lato conosce la verità, dall’altro riconosce anche le nostre illusioni, pur senza credere in esse.
(Prefaz, pag viii)

Grazie allo Spirito Santo, dunque, è possibile uscire dallo stato di allucinazione nel quale crediamo di essere precipitati. La nostra percezione fallace può essere purificata, cioè corretta, purché in noi ci sia l’intenzione di farlo. Portando i nostri pensieri egoici alla correzione dello Spirito Santo- correzione già presente nella nostra mente e basata sulla conoscenza- il nostro modo di pensare sarà purificato a tal punto che la nostra mente scissa potrà dapprima guarire e infine risvegliarsi alla conoscenza. Questa è la scelta che dovremmo compiere mediante il secondo passo del perdono.

Lo Spirito Santo è in quella parte della mente che sta tra l’ego e lo spirito, mediando tra loro sempre in favore dello spirito.
(T-7.IX.1:5)

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Lo Spirito Santo è il Mediatore tra le interpretazioni dell’ego e la conoscenza dello spirito. La Sua capacità di utilizzare i simboli lo mette in grado di lavorare con le credenze dell’ego nel suo stesso linguaggio. La Sua capacità di guardare oltre i simboli, nell’eternità, Lo mette in grado di capire le leggi di Dio, in nome delle quali parla. Può quindi adempiere la funzione di reinterpretare ciò che l’ego fa, non mediante la distruzione, ma mediante la comprensione. Comprendere è luce, e la luce porta alla conoscenza. Lo Spirito Santo è nella luce, perché è in te che sei luce, ma tu da solo non lo sai. E’ quindi compito dello Spirito Santo reinterpretarti in favore di Dio.
(T-5.III.7)

Anche in questa citazione vediamo che il Corso descrive la duplice mediazione dello Spirito Santo: tradurre le leggi di Dio in un linguaggio dualistico, e – alla luce di questa traduzione - reinterpretare gli errori dell’ego in modo tale da ispirare la percezione corretta. In altri termini lo Spirito Santo è in grado di comprendere sia il linguaggio dualistico che la conoscenza.
Se affidiamo il nostro modo di pensare alla Sua Guida vedremo realizzarsi, nella nostra mente, quel miracolo che da soli non possiamo compiere, perché la nostra mente è scissa e incapace di discernere -da sola- fra gli errori dell’ego e la loro correzione.
La reinterpretazione dello Spirito Santo non si basa sulla distruzione di ciò che l’ego ha fatto (il mondo illusorio della percezione), ma sulla reinterpretazione dei simboli del mondo alla luce della conoscenza. Può essere utile ricordare, a questo proposito, che il Corso considera il mondo totalmente illusorio e gli conferisce una valenza puramente simbolica. In altri termini la sua unica utilità è rappresentata dall’uso simbolico che ne fa la nostra mente. Così ci dice, per esempio:

Tu vivi di simboli
(L-pI.184.1:1-4)
Lo Spirito Santo li usa tutti, ma Egli non dimentica che la creazione ha un solo Nome, un solo significato e una sola Fonte che unifica in sé tutte le cose
(L-pI.184.11:3)

In sostanza lo Spirito Santo non ci porta via ciò che a noi sta così tanto a cuore (il nostro corpo, le nostre relazioni, il mondo nella sua interezza): lo trasforma nella nostra mente in modo da farlo diventare un simbolo di pace e felicità invece che un simbolo di dolore.

Ho detto ripetutamente che lo Spirito Santo non ti priverà delle tue relazioni speciali, ma le trasformerà. E tutto ciò che significa è che ripristinerà loro la funzione datagli da Dio.
(T-17.IV.2:3-4)

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Lo Spirito Santo è il Mediatore tra le illusioni e la verità. Dal momento che Egli deve essere come un ponte che colma il vuoto che separa la realtà dai sogni, la percezione conduce alla conoscenza attraverso la grazia che Dio Gli ha dato, perché fosse il Suo dono per tutti coloro che si rivolgono a Lui in cerca della verità. Attraverso il ponte che Egli mette a disposizione, tutti i sogni vengono portati alla verità, per essere dissipati al cospetto della luce della conoscenza. Lì, le immagini e i suoni vengono messi da parte per sempre. E dove essi venivano prima percepiti, il perdono ha reso possibile la tranquilla fine della percezione.
(L-pII.7.1)

Questa citazione definisce ancora una volta lo Spirito Santo come Mediatore. Egli media infatti tra le illusioni (il mondo dualistico della percezione) e la verità (la conoscenza di Dio, ossia lo stato della Mente Una).
Grazie alla Sua duplice funzione di traduttore della conoscenza in termini dualistici, e di interprete della percezione sbagliata così da trasformarla in percezione corretta, Egli è come un ponte che colma quel vuoto che da soli non riusciremmo più a superare.
Se tuttavia ci rivolgiamo a Lui per essere aiutati, cosa che il secondo passo del perdono ci invita a fare, potremo percorrere agevolmente il ponte che Lui rappresenta e insieme mette a nostra disposizione.
Le nostre errate percezioni molteplici verranno così corrette in base alla luce della conoscenza che unifica tutte le percezioni. Tutte le differenze, così care al sistema di pensiero dell’ego perché gli permettono di stabilire quelle gerarchie di valori che preludono all’attacco e all’idolatria, scompariranno di fronte alla luce potente dello scopo unificato dell’amore che le armonizza e le unifica. Le nostre relazioni speciali verranno rese sante per noi. E i nostri sogni di paura e dolore verranno trasformati in sogni di felicità. Poco alla volta tutto l’oscuro mondo dell’ego verrà integralmente trasformato dalla luce.
Questo è lo stato in cui la mente separata raggiunge la sua condizione più elevata, il mondo reale. Qui la percezione perde ogni valore e significato, e qui finisce.
La funzione dello Spirito Santo sarà compiuta, perché ci avrà portato alle porte del risveglio alla conoscenza, là dove Dio compirà il Suo passo finale.

L’obiettivo che l’insegnamento dello Spirito Santo si propone è proprio la fine dei sogni. Poiché le immagini e i suoni devono essere convertiti da testimonianze di paura a quelle d’amore. E quando questo sarà interamente raggiunto, l’apprendimento avrà ottenuto l’unico obiettivo che ha in verità. Poiché l’apprendimento, quando lo Spirito Santo lo avrà condotto al risultato che Egli percepisce per esso, diventerà il mezzo per andare oltre se stesso, per essere sostituito dalla verità eterna.
(L-pII.7.2)

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Lo Spirito Santo è la Mente dell’Espiazione. Egli rappresenta uno stato della mente abbastanza vicino all’essere nella Mente-Una da rendere finalmente possibile trasferirsi ad essa. La percezione non è conoscenza, ma può essere trasferita alla conoscenza, o si può passare attraverso di essa per raggiungere la conoscenza.
Potrebbe persino essere di maggiore aiuto qui usare il significato letterale di trasferire o “portare oltre”, dato che l’ultimo passo è intrapreso da Dio.
(T-5.I.6:3-6)

Ancora una citazione che sottolinea la funzione mediatrice dello Spirito Santo. Come abbiamo visto negli ultimi spunti (per rileggerli cliccare qui), lo Spirito Santo svolge per Sua stessa natura una duplice funzione: quella di traduttore della conoscenza in percezione, traducendo in forma ciò che è totalmente senza forma (L-pI.192.3:5) e quella di interprete della percezione sbagliata dell’ego, che viene da Lui trasformata in percezione corretta (T-30.VII.7:5). In questo modo Egli ricopre la funzione di Mediatore fra la mente sbagliata e la Mente Una, fra la percezione egoica e la conoscenza.

Lo Spirito Santo è il Mediatore tra le interpretazioni dell’ego e la conoscenza dello spirito.
(T-5.III.7:1)

Se ricordiamo che la parola Espiazione significa nel Corso “correzione”, ci sarà facile comprendere che lo Spirito Santo è quella Mente Che contiene la correzione dell’errore primordiale dell’ego, la cosiddetta “minuscola folle idea” di separazione da Dio. (T-27.VIII.6:2).
Dato che traduce nel mondo della percezione la realtà della creazione, perché ribadisce l’idea che la separazione da Dio non è mai avvenuta, l’Espiazione rappresenta dunque uno stato della mente abbastanza vicino alla Mente Una, ossia alla conoscenza.
Se noi accettiamo l’Espiazione per noi stessi, cosa che rappresenta la sola responsabilità di chi vuole accedere ad uno stato miracoloso della mente (T-2.V.5:1), faremo esperienza di un graduale modificarsi delle nostre percezioni. E quando tutte le nostre percezioni saranno trasformate, sarà finalmente possibile il trasferimento della nostra consapevolezza dallo stato illusorio della separazione a quello reale della conoscenza.
Grazie all’Espiazione saremo passati attraverso la percezione per raggiungere la conoscenza.
E’ questo il dono che riceviamo dalla presenza dello Spirito Santo dentro la nostra mente.
Un dono che il secondo passo del perdono ci invita a richiedere incessantemente, in ogni situazione della nostra vita quotidiana.

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Abbiamo visto più volte, negli ultimi spunti (per rileggerli cliccare qui), che lo Spirito Santo media tra l’ego e lo spirito, interpretando i simboli dell’ego alla luce del riflesso dello spirito, in modo tale da indurre una percezione corretta.
Ma quali sono le caratteristiche di questa percezione corretta?
Un passaggio del capitolo 5 ci aiuta a comprenderlo:

Lo Spirito Santo, l’Ispirazione condivisa di tutta la Figliolanza, induce un genere di percezione in cui molti elementi sono come quelli del Regno dei Cieli stesso: Primo, la sua universalità è perfettamente chiara e nessuno di coloro che la raggiungono potrebbe credere per un solo istante che condividerla implichi qualsiasi cosa che non sia un guadagno.
Secondo, è incapace di attacco ed è quindi sinceramente aperto. Questo vuol dire che nonostante non generi conoscenza, non la ostruisce in alcun modo.
Alla fine indica la via che va oltre la guarigione che porta con sé e conduce la mente oltre la sua integrazione verso i sentieri della creazione. E’ a questo punto che avviene un cambiamento quantitativo sufficiente da produrre un reale salto qualitativo.
(T-5.I.7)

Nella premessa contenuto nella prima frase, lo Spirito Santo viene definito l’Ispirazione condivisa di tutta la Figliolanza, espressione che ne definisce l’universalità. In altri termini tutte le menti indistintamente ne condividono la Presenza e- se desiderano sperimentarla- possono lasciarsi ispirare da essa. In effetti il secondo passo del perdono ci invita proprio a rivolgerci a questa Ispirazione condivisa per raggiungere lo stato guarito della mente, in cui facciamo esperienza di uno stato guarito della percezione.
Questa premessa determina le tre caratteristiche che vengono esposte subito dopo: l’universalità, la mancanza di attacco e la direzione.
Infatti l’universalità e l’apertura conseguente alla mancanza di attacco implicano la non esclusione, mentre la via che dalla guarigione conduce la mente al di là della sua integrazione comporta una direzione totalmente nuova rispetto alla direzione che l’ego ci ha proposto e alla quale noi abbiamo aderito facendoci catturare nel suo gioco di illusioni.
L’Ispirazione dello Spirito Santo, e le caratteristiche conseguenti, sono sottintese nelle due uniche regole generali da osservare per tutto il libro degli esercizi, come viene abbondantemente spiegato nella sua introduzione:

Allora le uniche regole generali da osservare sempre sono: primo, che gli esercizi siano messi in pratica in modo molto specifico, come sarà indicato. Questo ti aiuterà a generalizzare le idee implicate in ogni situazione in cui ti trovi e ad ogni persona e cosa che sono parte di questa situazione. Secondo, accertati di non decidere che ci sono, per te, alcune persone, situazioni o cose a cui queste idee non siano applicabili. Questo interferirebbe con il trasferimento dell’addestramento. L’essenza della vera percezione è che essa non ha limiti. E’ l’opposto del modo in cui vedi adesso.

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Lo Spirito Santo, l’Ispirazione condivisa di tutta la Figliolanza, induce un genere di percezione in cui molti elementi sono come quelli del Regno dei Cieli stesso:
Primo, la sua universalità è perfettamente chiara e nessuno di coloro che la raggiungono potrebbe credere per un solo istante che condividerla implichi qualsiasi cosa che non sia un guadagno.
(T-5.I.7:1-2)

Nell’ultimo spunto (per rileggerlo cliccare qui) abbiamo iniziato a vedere quali sono le caratteristiche della percezione corretta, ispirata nella nostra mente dallo Spirito Santo.
La prima delle tre caratteristiche viene ripetuta nel Corso più e più volte. Consiste nel fatto che la guarigione, per essere tale, deve essere condivisa. Come dice la lezione 137:

Quando sono guarito non sono guarito da solo.

Questo non significa che la guarigione di un individuo debba implicare la guarigione di altri individui nel mondo, ma che per raggiungere uno stato di guarigione una mente non deve escludere altre menti dal medesimo processo di guarigione. E quindi, indipendentemente da quanto un individuo possa fare o non fare nel mondo, la mente che decide di perdonare mantiene di lui o lei una percezione corretta.
Chiaramente non è facile, e chiaramente ci vuole un allenamento per riuscire a farlo. Il libro degli esercizi fornisce proprio l’addestramento mentale per raggiungere tale obiettivo elevato.
L’ego ci dice invece che se proiettiamo sul mondo la nostra angoscia conseguiremo il vantaggio di liberarcene. Ma non ci dice che le idee non lasciano la loro fonte, e che quindi l’angoscia che credevamo di avere brillantemente scaricato al di fuori continua imperterrita a dimorare nella nostra mente. Di conseguenza, il guadagno che ci aveva promesso non è affatto un guadagno, ma una perdita ulteriore, perché rafforza il nostro malessere.
In base allo stesso principio (le idee non lasciano la loro fonte) la percezione guarita indotta dallo Spirito Santo verrà mantenuta e incrementata nella nostra mente, e quindi costituirà un vantaggio perché aumenterà il nostro stato di benessere. La gioia e la felicità che proveremo allora ci confermerà di aver aderito al Suo invito. E raggiungendo un tale stato di benessere interiore, constateremo praticamente che condividere la guarigione non può implicare altro che un guadagno. Ma per raggiungere un tale obiettivo è necessario invitare lo Spirito Santo nella nostra mente, ossia praticare il secondo passo del perdono.

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Lo Spirito Santo, l’Ispirazione condivisa di tutta la Figliolanza, induce un genere di percezione in cui molti elementi sono come quelli del Regno dei Cieli stesso:
Primo, la sua universalità è perfettamente chiara e nessuno di coloro che la raggiungono potrebbe credere per un solo istante che condividerla implichi qualsiasi cosa che non sia un guadagno.
Secondo, è incapace di attacco ed è quindi sinceramente aperta. Questo vuol dire che nonostante non generi conoscenza, non la ostruisce in alcun modo.
(T-5.I.7:1-4)

Negli ultimi spunti (per rileggerli cliccare qui) abbiamo iniziato a esplorare le caratteristiche della percezione corretta, quello stato della mente che raggiungiamo quando siamo finalmente disposti a invitare in essa lo Spirito Santo, come ci insegna a fare il secondo passo del perdono.
La percezione corretta, come abbiamo visto ripetutamente, traduce in forma ciò che è senza forma, grazie alla funzione di traduttore svolta dallo Spirito Santo, Che è il ponte fra la conoscenza e la percezione (L-pI.192.3:5). Per questa ragione lo Spirito Santo induce una percezione che riflette il Regno dei Cieli, lo stato della Mente Una.
La prima caratteristica riflette infatti lo stato dell’Uno sotto forma di universalità condivisa. In altri termini, la mente che percepisce correttamente non vede differenze, anche se gli occhi fisici di cui si avvale continuano a rendere testimonianza dell’apparente realtà delle differenze.
La seconda caratteristica traduce lo stato dell’Uno in incapacità di attaccare. Infatti come può la mente- che è una anche nello stato di separazione- attaccare sé stessa? Sarebbe una contraddizione in termini!

La mente non può attaccare, ma può fare delle fantasie e dirigere il corpo ad agirle….
La mente non può attaccare, ma può ingannarsi.
(T-18.VI.3:5; 4:3)

L’attacco presume la credenza nella separazione, e quindi la credenza nella realtà del corpo, mentre il non attacco presume il riflesso dell’unione nelle menti. Questo è lo stato dell’apertura mentale, che costituisce anche uno degli attributi dell’insegnante di Dio avanzato, quello che forse viene acquisito per ultimo. Precisazione, questa, che ne definisce la difficoltà.

La centralità dell’apertura mentale, forse l’ultimo degli attributi che l’insegnante di Dio acquisisce, viene compresa facilmente quando viene riconosciuta la sua relazione col perdono. L’apertura mentale viene con la mancanza di giudizio.
(M-4.X.1:1-2)

Con il secondo passo del perdono decidiamo di invitare lo Spirito Santo, Che accetta immediatamente l’invito. La mente entra allora in uno stato di non giudizio, o di apertura mentale, che impedisce qualsivoglia attacco nei confronti degli altri. E la mancanza di attacco riflette la conoscenza, ossia lo stato della Mente Una, in quanto non ne ostruisce ulteriormente l’accesso, cosa che invece faceva l’attacco operato dalla mente sbagliata.
Tutto questo non genera conoscenza, perché la conoscenza attiene a un diverso livello della mente. Tuttavia promuove l’accesso alla conoscenza, e con esso il risveglio della mente.

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Lo Spirito Santo, l’Ispirazione condivisa di tutta la Figliolanza, induce un genere di percezione in cui molti elementi sono come quelli del Regno dei Cieli stesso: Primo, la sua universalità è perfettamente chiara e nessuno di coloro che la raggiungono potrebbe credere per un solo istante che condividerla implichi qualsiasi cosa che non sia un guadagno.
Secondo, è incapace di attacco ed è quindi sinceramente aperto. Questo vuol dire che nonostante non generi conoscenza, non la ostruisce in alcun modo.
Alla fine indica la via che va oltre la guarigione che porta con sé e conduce la mente oltre la sua integrazione verso i sentieri della creazione. E’ a questo punto che avviene un cambiamento quantitativo sufficiente da produrre un reale salto qualitativo.
(T-5.I.7)

Negli ultimi spunti (per rileggerli cliccare qui) abbiamo esplorato le prime due caratteristiche della percezione corretta, l’universalità e la mancanza di attacco, che sono presenti nella nostra mente quando chiediamo aiuto allo Spirito Santo e ci lasciamo ispirare dalla Sua presenza, come ci insegna a fare il secondo passo del perdono.
Questa settimana ci soffermiamo sulla terza caratteristica, che sottolinea la nuova direzione che siamo pronti ad intraprendere quando siamo finalmente disposti a lasciar andare le macchinazioni dell’ego. Il primo passo del perdono ci aveva insegnato proprio questo: a guardare senza veli i meccanismi egoici di proiezione e negazione, che pensavamo ci avrebbero liberati dalla nostra angoscia. Ma- dato che le idee non lasciano la loro fonte- abbiamo anche cominciato a vedere l’enorme dolore che comporta il mantenerli dentro la nostra mente.
Siamo dunque finalmente decisi a cambiare strada. Lo Spirito Santo ci indica la nuova via che porta alla guarigione della nostra mente – qui definita integrazione- e ci lascia intravedere addirittura ciò che va al di là di essa: i sentieri della creazione. Questo è il momento in cui la mente guarisce completamente ed entra nel mondo reale. Questo è il momento in cui tutti i perdoni attuati lungo il percorso permettono alla mente di raggiungere uno stato così avanzato da produrre un vero e proprio salto di qualità, grazie al quale la mente esce finalmente dalla condizione dualistica e ritorna all’Uno.
Lo Spirito Santo avrà così svolto la Sua funzione Ispiratrice, facendo da tramite o Mediatore tra la percezione sbagliata dell’ego e la conoscenza dell’Uno.