Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 528 L’identità che ho dato a me stesso è responsabile della mia infelicità?

 

D # 528: Se ho dato a me stesso un nome e una identità, è questa la ragione per cui mi sento così tremendamente infelice, indegno ed irreale? Basta solo guardarlo ed accettarlo?

 

R: Quello che spiega perché tu – e chiunque altro qui – ti senta tremendamente infelice, indegno ed irreale, non è solo l’esserti dato un nome e un’identità, ma anche ciò che credi di aver dovuto fare a Dio per poterlo realizzare. In Cielo non ci sono nomi individuali e tutti condividono la stessa Identità come Cristo, l’unico Figlio di Dio. All’origine della nostra colpa e dell’odio che abbiamo per noi stessi vi sono il desiderio di qualcos’altro e l’essere disposti a fare qualsiasi cosa - inclusa la distruzione di Dio e del Suo Amore Onnicomprensivo- per farlo avvenire. Ma in realtà Dio e il nostro vero Sé non ne sono assolutamente influenzati. Pertanto perfino le sensazioni di indegnità non sono che parte di ciò che abbiamo scelto di sperimentare per convincerci di essere separati.

Fare un sé con una propria identità individuale ed un nome è solo un ulteriore passo nel nostro folle tentativo di dimostrare di aver fatto l’impossibile. Ma nel profondo di noi stessi sappiamo che è tutta una bugia e pertanto le sensazioni di inganno fraudolento e di irrealtà devono trovarsi al di sotto del nostro senso del sé qui in questo mondo. Tutto ciò che allora cerchiamo di fare nel mondo per contrastare le nostre sensazioni di indegnità e falsità serve solo a rinforzare tali credenze sottostanti e indiscusse riguardo a noi stessi. L’ego è davvero molto scaltro!

Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di aiuto dall’esterno del nostro sistema di pensiero per essere liberati dalle illusioni che ci siamo imposti. Possiedi già una parte della risposta quando chiedi se abbiamo solo bisogno di guardare ciò che abbiamo fatto. Qualsiasi cosa vada oltre il guardare, qualsiasi tentativo di intervenire rende reale il nostro attacco a Dio e va solo a rinforzare lo scopo egoico di preservare colpa e separazione. Quindi guardiamo, non da soli ma assieme alla parte della nostra mente – Un Corso in Miracoli la chiama Gesù o Spirito Santo – che sa che il nostro sé è una bugia, ma non è un peccato. E tramite tale osservazione congiunta possiamo iniziare a mettere in discussione quelle credenze sottostanti riguardo a noi stessi e decidere se stiano realmente servendo i nostri autentici migliori interessi. La risposta – se guardiamo onestamente e senza giudizio – è che non lo stanno facendo. Una volta che abbiamo iniziato ad esaminare e poi a lasciar andare tali falsi giudizi, possiamo allora chiedere allo Spirito Santo di sostituirli con una differente percezione di noi stessi e di chiunque altro, un vero riflesso della nostra realtà come Cristo.