Il Ponte

IL PONTE

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Ho già detto che lo Spirito Santo è il Ponte per trasferire la percezione alla conoscenza, così che possiamo usare i termini come se fossero correlati, perché nella Sua Mente lo sono. Questa relazione deve essere nella Sua Mente, perché, se non fosse così, la separazione fra i due modi di pensare non sarebbe aperta alla guarigione. Egli è parte della Santa Trinità, perché la Sua Mente è in parte tua e in parte di Dio. Questo deve essere chiarito, non a parole ma nell’esperienza.
(T-5.III.1:2-5)

Continuiamo, anche in questo spunto, a studiare le varie definizioni che troviamo nel Corso a proposito dell’espressione “Spirito Santo”. Negli ultimi spunti ci siamo soffermati su “Anello di Comunicazione”, “Traduttore” e “Voce Che parla per Dio” (per rileggerli cliccare qui). E in tutti abbiamo visto che lo Spirito Santo, pur essendo creato da Dio e quindi parte della Trinità, condivide anche la percezione illusoria della nostra mente separata, e quindi può essere da noi percepito (nel linguaggio metaforico del Corso, possiamo “udirNe la Voce”).
Naturalmente la Sua percezione sarà ben diversa da quella dell’ego, anzi ne sarà diametralmente opposta. Infatti l’ego è il principio di separazione da Dio, mentre lo Spirito Santo riflette all’interno dell’illusione la Volontà di Dio, le leggi della Creazione, la conoscenza dell’Uno. Grazie alla Sua presenza, la nostra mente separata è adesso aperta alla guarigione.
In quanto tale, lo Spirito Santo rappresenta dunque il ponte – o Anello di Collegamento- fra la Mente Una e la mente separata, fra Dio e i Suoi figli separati. Un ponte che permette il trasferimento della percezione nella conoscenza, ossia il nostro ritorno alla nostra vera Casa.
E’ l’esperienza quanto renderà chiaro tutto questo.
Quale esperienza? Lo leggiamo in un’altra citazione:

La perfetta eguaglianza della percezione dello Spirito Santo è il riflesso della perfetta eguaglianza della conoscenza di Dio. La percezione dell’ego non ha alcuna controparte in Dio, ma lo Spirito Santo rimane il Ponte tra percezione e conoscenza. Mettendoti in grado di usare la percezione in un modo che rifletta la conoscenza, alla fine la ricorderai.
(T-6.II.7:1-3)

Lo Spirito Santo ci aiuta dunque a percepire in un modo che rifletta la conoscenza. Se la conoscenza è la Mente Una perfettamente uguale in Sé, il riflesso dell’Uno nell’illusione è il principio dell’uguaglianza di tutte le menti apparentemente separate. Mentre l’ego ci spinge continuamente a dare importanza e valore ai corpi, perché essi sono tutti diversi e quindi negano per definizione l’uguaglianza, lo Spirito Santo ci insegnerà a portare la nostra attenzione alle menti, che sono tutte uguali perché dotate del medesimo libero arbitrio in grado di scegliere fra l’ego e lo Spirito Santo.
Udire la Voce Che parla per Dio significa dunque imparare a percepire il contenuto indifferenziato che sta all’interno di tutte le menti (costituito dalla parte decisionale o DM, la cui unica funzione è di decidere fra l’ego e lo Spirito Santo), non dando significato o valore all’inerente differenza di tutti i corpi.