IL TRADUTTORE

Spunti 293 - 294 -

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La scorsa settimana abbiamo visto che nel Corso lo Spirito Santo è la sola parte della Santa Trinità ad avere un uso simbolico. In altre parole, oltre a conoscere - perché è parte di Dio - percepisce. E in quanto percettore, rappresenta una delle due opzioni percettive della mente separata. Per indicare questa Sua funzione simbolica il Corso usa molte definizioni. Abbiamo già visto la prima, quella di “Anello di Comunicazione”(per rileggere lo spunto relativo cliccare qui). Vediamo questa settimana una seconda definizione o uso simbolico: il Traduttore.

…Dio ha creato Colui Che ha il potere di tradurre in forma ciò che è totalmente senza forma. Ciò che Egli fa sono sogni, ma di un tipo così vicino al risveglio che la luce del giorno già splende in essi, e gli occhi che già si stanno aprendo vedono i panorami felici che le loro offerte contengono
(L-pI.192.3:5-6)

La percezione indotta dallo Spirito Santo è un sogno, e pertanto è illusoria come quella dell’ego. Tuttavia è un sogno vicino al risveglio perché riflette la Volontà di Dio. È dunque un sogno capace di essere compreso da noi che crediamo di vivere dentro il sogno, e pur tuttavia – a differenza degli incubi indotti dall’ego - non ci fa sprofondare sempre di più nel sogno, ma ci invita dolcemente al risveglio.

Come Dio comunica allo Spirito Santo in te, così lo Spirito Santo traduce le Sue comunicazioni attraverso di te affinché tu possa comprenderle
(T-14.X.11:1)

Il Corso ci spiega anche che la funzione simbolica di traduttore, esercitata dallo Spirito Santo, avviene nei due sensi: Egli traduce in forma illusoria la conoscenza della Mente Una che è astratta e totalmente senza forma, e traduce a ritroso anche la percezione in conoscenza. Questo significa che, oltre a simboleggiare nel mondo dell’illusione la Realtà eterna e immutevole di Dio, in ultima istanza ci “riporterà a Casa”, ossia ci permetterà di traghettare la nostra consapevolezza dallo stato percettivo dualistico alla conoscenza dell’Uno.

Lo Spirito Santo, Che conduce a Dio, traduce la comunicazione nell’essere, così come in ultima istanza traduce la percezione in conoscenza.
(T-6.V.A.5:1)

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Da qualche settimana ci stiamo focalizzando sul significato che il Corso conferisce al termine “Spirito Santo” (per leggere gli spunti relativi, cliccare qui). Abbiamo visto che è parte della Santa Trinità, in quanto creato da Dio, ma è anche parte dell’illusione dualistica, in quanto ha il potere di tradurre in forma ciò che è totalmente senza forma, cioè la conoscenza astratta, eterna e immutevole di Dio.
La Sua funzione illusoria è definita nel Corso in vario modo. Abbiamo già visto due definizioni: l’Anello di Comunicazione e il Traduttore. Soffermiamoci ancora su quest’ultima funzione simbolica.

..un buon traduttore, sebbene debba modificare la forma di ciò che traduce, non ne cambia mai il significato. Infatti il suo solo scopo consiste nel cambiare la forma in modo tale che venga conservato il significato originale. Lo Spirito Santo è il Traduttore delle leggi di Dio per chi non le comprende. Non potresti fare questo tu stesso, perché una mente in conflitto non può essere fedele ad un solo significato e perciò cambierà il significato per preservare la forma.
Lo scopo dello Spirito Santo, nel tradurre, è esattamente l’opposto. Egli traduce soltanto per preservare il significato originale in tutti gli aspetti e in tutte le lingue. Perciò si oppone all’idea che le differenze di forma abbiano significato, sottolineando sempre che queste differenze non hanno importanza. Il significato del Suo messaggio è sempre lo stesso: solo il significato conta.
(T-7.II.4:3-6,5:1-4)

Dunque lo Spirito Santo traduce le leggi di Dio immutevoli ed eterne (la Creazione o Estensione dell’Unico Figlio, e quindi la Conoscenza dell’Uno) in una forma che possa risultare comprensibile alle menti separate che non riescono più a conoscere e comprendere l’Uno. Questa traduzione consiste nel non dare alcun valore né significato alle differenze formali presenti nel mondo dell’illusione. In questo modo- ricordandoci l’unità di contenuto all’interno delle differenze formali- lo Spirito Santo traduce l’astrazione dell’Uno, troppo lontana dalla nostra mente separata, in un concetto, e soprattutto in un’esperienza, accessibili anche a noi. Questo - sostiene il Corso- è il modo in cui le leggi di Dio possono essere comprese, sperimentate e manifestate all’interno dell’illusione.
Noi non potremmo farlo, perché siamo in costante conflitto a causa della dualità presente nella nostra mente separata. E inoltre- sempre a causa della dualità - non potremo ascoltare questa meravigliosa traduzione attuata dallo Spirito Santo se la interpreteremo con l’ego. La condicio sine qua non per poterla percepire è rappresentata dalla disponibilità interiore a lasciar andare l’ego- anche solo per un istante- dentro la nostra mente.

Non comprenderai le Sue traduzioni mentre ascolti due modi di interpretarle. Per cui devi dimenticare o lasciarne andare una per capire l’altra.
(T-7.II.6:6-7)

Che cosa significa tutto questo? Che le indicazioni fornite dallo Spirito Santo non metteranno mai l’enfasi sulle differenze, ma solo su una sostanziale unità di contenuto che va al di là di tutte le forme dell’illusione. Se enfatizzassero le differenze, sarebbero chiaramente dettate dall’ego, che si serve delle differenze per sostenere la realtà della separazione.
Questa è un’indicazione veramente preziosa per comprendere quando le idee che ci passano per la mente sono guidate dall’ego o dallo Spirito Santo. Se danno importanza e significato alle differenze fra noi e gli altri vengono dall’ego. In caso contrario vengono dallo Spirito Santo.
Ma se non guardiamo con attenzione il contenuto dei nostri pensieri- come ci insegna il primo passo del perdono- non potremo mai accorgercene!