Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 675 Cosa fare se tutto il mio amore e la mia gentilezza semplicemente non mi vengono contraccambiati?

 

D #675: Cosa dice Un Corso in Miracoli di qualcuno che ha cercato di essere amorevole, gentile e generoso verso un altro e ha cercato di utilizzare il principio del Corso che dice di cercare di vedere Cristo negli altri, e dall’altra persona è stato trattato con rabbia, maleducazione, scortesia e semplicemente cattiveria allo stato puro? Io so che questo non è ciò che l’altro è veramente, ma la sua oscurità ha influito sul nostro rapporto ed il suo comportamento intossicante si è preso il meglio di me. Io stesso ho reagito con scortesia. Mi sento come se avessi fallito nella lezione presentatami dallo Spirito Santo. Quante volte devo perdonare me stesso? Come posso giustificare il comportamento meschino di qualcuno? Voglio vedere questa persona come un fratello amorevole ed anch’io voglio essere visto, a mia volta, come un fratello amorevole. Come può avvenire un miracolo quando c’è così tanta separazione?

 

R: Forse ci stai provando troppo! Devi semplicemente monitorare le reazioni del tuo ego e portarle all’amore non giudicante di Gesù nella tua mente, e non fare altro. Non devi sforzarti di vedere Cristo nell’altra persona. Quando avrai lasciato andare i tuoi giudizi e i bisogni di specialezza, automaticamente percepirai Cristo in lui e anche in te stesso. Questo è il significato della potente affermazione nel testo: "Se egli non ti parla di Cristo, si vede che tu non gli hai parlato di Cristo. Non senti che la tua voce, e se Cristo parla attraverso di te, Lo sentirai" (T.11.V.18:6,7). Per la maggior parte di noi, il processo per raggiungere questo livello si sviluppa gradualmente lungo un certo periodo di tempo, per via della nostra resistenza ad essere permanentemente senza giudizio e senza bisogni di specialezza. Ecco perché il tuo focus dovrebbe essere sul non giudicare te stesso perché ti arrabbi e giudichi, piuttosto che sul cercare di smettere di arrabbiarti o giudicare. C’è una grossa differenza tra i due approcci al perdono. Quando ti stanchi di perdonare te stesso, puoi star certo che l’ego si è intrufolato nel processo e pertanto anche l’autocondanna e la colpa vi si saranno insinuate, poiché non si può mai essere stanchi di rivolgersi al gentile amore di Gesù che vede come il tuo ego sia totalmente senza significato e ti invita a rimanere per sempre nel quieto centro della tua mente invece che nella turbolenta prigione dell’ego di conflitto perpetuo.

La tua pace interiore, come già sai, non dipende dal fatto che il tuo amico sia gentile o meno, nei tuoi confronti o se tu conservi o meno l’amicizia (nella forma). Forse lo stare insieme non è nemmeno nei vostri migliori interessi reciproci – non sei in grado di vedere interamente il tuo cammino di Espiazione né quello del tuo amico. Uscire da una relazione può essere una decisione della mente corretta oppure della mente sbagliata, proprio come il decidere di rimanere in una relazione può essere della mente corretta o sbagliata. Il contenuto nella tua mente è l’unico fattore importante. È normale aspettarsi che un amico sia rispettoso e gentile nei tuoi confronti, ma questa non dovrebbe essere una condizione del tuo amore per lui, riflettendo l’amore incondizionato di Dio per Suo Figlio. Il comportamento di non continuare la relazione potrebbe comunque essere legato al contenuto di amore nella tua mente, in tal caso proverai solo pace.

Se da una parte il perdono non condona né giustifica mai il comportamento non amorevole, dall’altra percepisce che pone le sue radici nella paura e nella colpa schiaccianti, che è il motivo per cui la condanna non è mai una risposta appropriata. Tuttavia il perdono non richiede mai che una persona rimanga in una relazione di abuso semplicemente per imparare delle lezioni. L’ego, è certo, incoraggerebbe questo, in quanto così facendo avresti sempre una ragione per sentirti separato e non in pace: "Ci ho provato, ma la tossicità del mio amico mi ha infettato. Non è stata colpa mia". Ci si difende dalla nostra paura inconscia e schiacciante dell’amore tramite questa dinamica dell’ego. Ecco perché cercare di bloccare la tua reazione non offrirà mai un successo duraturo. Non giudicare te stesso per le reazioni del tuo ego avrà successo a lungo andare, mentre ti dai il permesso di vedere quanto ti costi aggrapparti ai tuoi giudizi.