Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 438 C’è una voce che esige la nostra obbedienza?

 

D #438: Mi sono fatto domande in merito a un passaggio di Un corso in miracoli che afferma che un conflitto emerge perché una voce esige la nostra obbedienza. Se le obbediamo ne conseguirà della rabbia perché ci sentiamo costretti, e se non lo facciamo quella parte della mente sarà oltraggiata. In entrambi i casi il risultato sarà la rabbia. Il Corso afferma che questo stato è provocato dalla mancanza di amore. La mia domanda ha a che fare con la mia esperienza. Ho normalmente disobbedito a quella voce a causa del suo modo crudele di pretendere. Sento un intenso senso di colpa perché questa voce mi ricorda che ho ferito qualcuno poiché non ho seguito le istruzioni della voce. Allora come dovrei sentirmi riguardo a questa voce che mi dice che sbaglio o che non merito quello che ho perché non ho seguito i suoi ordini? Ho veramente bisogno di sapere se devo fare qualcosa per correggere l’errore perché voglio realmente e disperatamente liberarmi di tutto ciò e sostituirlo con il perdono.

 

R: La sola voce che esige crudelmente obbedienza, o che ti giudica in qualsiasi modo, appartiene all’ego. È una voce che rifletterà sempre gli effetti dolorosi dell’aver scelto di credere che la separazione sia reale, che una tale credenza sia un peccato, che la colpa sia giustificata e che la punizione sia inevitabile. Questo non si può risolvere con il castigo, o con qualsiasi tipo di comportamento. Per uno studente del Corsola sola via d’uscita da questo sistema tortuoso di giudizio e condanna è applicarne i principi il più attentamente e regolarmente possibile. Non c’è bisogno di “fare” altro.  Questo è il modo per ascoltare la Voce dello Spirito Santo in modo pratico e condurrà alla liberazione dalla colpa.

Il passaggio a cui fai riferimento – T.2.VI.5 – parla del conflitto nella mente sbagliata. Non mette  a confronto la mente sbagliata con la mente corretta. Descrive la follia che segue la scelta di identificarsi con il sistema di pensiero dell’ego, ed il successivo tentativo di alleviare la paura inevitabile controllando il comportamento senza fare un’altra scelta nella mente. È uno dei modi in cui l’ego cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca: mantenere reale il pensiero di separazione, ma liberarsi dalla colpa e dalla paura che la accompagnano.

Il brano afferma che il “conflitto è un’espressione di paura” (T.2.VI.7:1, corsivo nostro): in altre parole il conflitto ci siamo impauriti dice che ci è venuta paura/che abbiamo provato paura/che ci siamo spaventati. Nello stesso paragrafo il Corso continua affermando: “La paura nasce dalla mancanza di amore” (T.2.VI.7:6). Così la paura è il risultato della scelta di essere separati dall’amore. Il comportamento conflittuale e la rabbia sono il risultato dello scegliere la separazione e poi cercare di comportarci in un modo che sembri amorevole, convinti così di placare un dio punitivo. In tutto questo la linea di fondo è che non funziona. La sola cosa che funziona davvero è essere onesti in merito a ciò che vogliamo. Il processo attraverso il quale il Corso ci conduce può essere efficace solo se impariamo a riconoscere che i nostri pensieri, le nostre credenze e le nostre azioni ci mostrano la scelta – fatta nella mente – di essere separati, e poi se impariamo a riconoscere l’elevato prezzo che paghiamo (tutto il dolore, l’angoscia e il conflitto di cui facciamo esperienza nella nostra vita individuale e nel mondo). Gesù ci invita a chiederci se vogliamo realmente pagare questo prezzo per la nostra esistenza nel mondo: individuale, separata e insignificante. Il processo richiede pratica perché siamo così fortemente attaccati a credere nella nostra identità di corpi.

Il Corso è chiaro e senza compromessi, ma qualsiasi tipo di coercizione è completamente incoerente con la gentilezza e l’amore del messaggio di Gesù. Quando il Corso parla di “obbedire” alle leggi della mente, non si riferisce ad una scelta di essere obbedienti o no, specialmente a un’obbedienza forzata. Esso intende che dal momento che le “idee non lasciano la loro fonte” (T.27.VII.13) una scelta nella mente avrà certi effetti inevitabili. In altre parole l’effetto “obbedisce” alla causa. La scelta in favore della separazione produce sempre colpa e paura. Rinforza il sistema di pensiero dell’ego ed il credere nell’identità del corpo. La scelta in favore della correzione dello Spirito Santo ha come risultato la pace e permette l’estensione dell’amore, che rinforza la verità di chi siamo. Alla fine questo sarà tutto ciò che vogliamo davvero.