Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 568 Perché il concetto di separazione e il sogno sembrano così illogici?

 

D #568: La risposta alla #360 dice che "Un Corso in Miracoli insegna che una volta che sembra che tu abbia un pensiero di separazione, sei fuori dalla Mente di Dio. . . dalla Coscienza . . . tutti basati sulla realtà di un sé. . . sono fuori dalla Mente di Dio. Sono illusori . . . pertanto non possono essere contenuti all’interno della Sua realtà – né della nostra, come Suo Figlio indifferenziato . . ." Ho (almeno) due domande:

1) Io, quale Figlio indifferenziato, non posso nemmeno sembrare di avere un pensiero di separazione. quindi, chi è questo "io" che sembra avere pensieri di separazione (sebbene non possa addirittura avere tali pensieri)? Verso chi pare averli? Sembra significare che il sognatore e il sogno sorgano come una cosa sola, assieme, dove il sognatore è parte del sogno stesso e che il sognatore stesso sia un’illusione – vale a dire che siccome il sognatore è un’illusione, non esiste e il fatto che egli sogni o che persino sembri sognare sia un’illusione; vale a dire che l’illusione stessa non esiste, è un’illusione. Nel senso che sia il sognatore che il sogno che include il sognatore sono un’affermazione contraddittoria e pertanto non hanno alcun significato: questo è di per sé un’illusione.

2) Se qualcuno sostiene che qualcosa è un’illusione, allora quel qualcosa non può essere nella Mente di Dio. Pertanto l’ego, e altro, è un’illusione, non esiste e non è nella Mente di Dio. Così è vero che l’ego è un’illusione. Ma il fatto che sia un’illusione non è di per sé un’illusione, altrimenti l’ego esisterebbe. Pertanto l’illusione è reale – l’ego non esiste. Quindi, sebbene l’ego non sia nella Mente di Dio, deve essere che l’illusione, essendo vera e pertanto reale, deve essere nella Mente di Dio, in quanto tutto ciò che è vero, e quindi reale, è nella Mente di Dio.

 

R: La nostra risposta alle tue domande si basa sulle linee guida presentate da Gesù nell’Introduzione alla chiarificazione dei termini alla fine del manuale: "Questo non è un corso in speculazioni filosofiche, né si preoccupa di una terminologia precisa. Il suo interesse è solamente l’Espiazione, o correzione della percezione. Il perdono è il mezzo dell’Espiazione. . . . L’ego esigerà molte risposte che questo corso non fornisce. Il corso non riconosce come domande quelle che si presentano come domande a cui è impossibile rispondere" (C.in.1:1,2,3; 4:1,2). Il messaggio del Corso non può essere afferrato attraverso il solo utilizzo del ragionamento logico e non può essere fatto rientrare in categorie che presumono la realtà del tempo e dello spazio. La fonte e il contenuto del Corso trascendono completamente il ragionamento deduttivo. Sebbene il ragionamento logico potrebbe essere un inizio utile e necessario, non è in grado di rivelare il contenuto delle parole del Corso, che Gesù afferma: "non sono altro che simboli di simboli" (M.21.1:9). È necessario riconoscere, ad un certo punto lungo la via, l’inutilità di tutte le strutture umane per il raggiungimento degli obiettivi del Corso. Molti mistici, paradossalmente, hanno scritto di un’esperienza che è in ultima analisi ineffabile. Non c’è sistema concettuale/linguistico che possa adeguatamente esprimere ciò che va al di là della dicotomia soggetto-oggetto: l’immediatezza della pura unità, "una unita, unita come una cosa sola" (T.25.I.7:1). "L’unità è semplicemente l’idea che Dio è. E nel Suo Essere, Egli racchiude tutte le cose. Nessuna mente contiene nulla se non Lui. Noi diciamo ‘Dio è’, e poi smettiamo di parlare, perché in quella conoscenza le parole sono prive di significato" (L.pI.169.5:1,2,3,4). Sebbene queste affermazioni siano di profondo interesse metafisico, il lettore non sarà connesso con il loro contenuto se esse non risuonano con uno stato interiore, per quanto fioco questo possa essere. Ricorda che il Corso è venuto in risposta alla richiesta di due persone di trovare un modo di relazionarsi agli altri che andasse oltre l’ostilità e la divisione. Non è giunto come trattato di teologia e metafisica, sebbene le sue argomentazioni siano ad un livello intellettuale sofisticato. Tuttavia l’implicazione lampante di molto di ciò che viene affermato nel Corso, è che il ragionamento logico è una difesa contro la verità e pertanto può costituire un’interferenza. Le cose stanno così nonostante il Corso abbondi di “discussioni” inoppugnabili e si potrebbe giustamente obiettare che questa risposta sia la stessa cosa. Dobbiamo utilizzare le sue parole e la sua logica con uno spirito di umiltà, per andare oltre le parole e la logica. Similmente, Gesù afferma del tempo: "Bisogna sottolineare, tuttavia, che alla fine non è possibile alcun compromesso fra tutto e niente. Il tempo è essenzialmente uno strumento tramite il quale è possibile rinunciare ad ogni compromesso in questo senso. Sembra solo venire abolito per gradi, perché il tempo stesso implica intervalli che non esistono" (T.2.VII.5:10,11,12). Come tutti gli studenti sono consapevoli, gli esercizi nella parte I del libro degli esercizi si basano pesantemente sul tempo scandito dall’orologio – ma solo come parte del programma di Gesù di capovolgimento del pensiero, non perché il tempo sia reale. Questo addestramento porta alla restaurazione della nostra mente ad uno stato di completa astrazione, "la condizione naturale della mente" (L.pI.161.2:1).

E, per finire, Gesù ci istruisce, proteggendoci dal pericolo di danneggiare ancora di più noi stessi, ricordandoci che: "Sei ancora convinto che la tua comprensione sia un potente contributo alla verità e che la renda ciò che è. Tuttavia abbiamo sottolineato che non hai bisogno di comprendere nulla". (T.18.IV.7:5,6).