Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 583 Come può Dio amare il mondo se ne è inconsapevole?

 

D #583: Riferimento: T.2.VII.5:14 -- "L’affermazione ‘poiché Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia mai ma abbia vita eterna’ necessita solo di una piccola correzione per avere significato, in questo contesto: ‘Egli lo ha dato al Suo Figlio unigenito’". Io non capisco come Dio possa amare il mondo e darlo al Suo Figlio unigenito se, come insegna Un Corso in Miracoli, Dio non sa nulla del mondo.

 

R: Preso da solo, questo è un passaggio enigmatico. È importante notare, tuttavia, che viene discusso in un contesto specifico: Gesù sta parlando del bisogno temporaneo di procedure correttive al fine di restaurare nella nostra mente la consapevolezza che: "la paura non è nulla e l’amore è tutto" e che "Dio ha un unico Figlio"; nessun compromesso è possibile a questo riguardo (T.2.VII.5:3; 6:1). Pertanto il "mondo" in questo contesto è il mondo reale, lo stato mentale che riflette l’aver trasceso l’ego, la guarigione da ogni credenza nella separazione. Gesù fa di nuovo riferimento a questo passaggio nel Capitolo 12, dove afferma esplicitamente che intende il mondo reale (T.12.III.8). In questo contesto più ampio, perciò, Gesù sta dicendo che il principio dell’Espiazione, la correzione della nostra credenza nella paura e nella separazione, è già nella nostra mente. "Egli lo ha dato al Suo Figlio unigenito" è un’espressione metaforica del principio dell’Espiazione. Quindi Gesù ci rassicura del fatto che non moriremo per via del nostro percepito attacco a Dio. Siamo già salvi da questo folle modo di pensare di noi stessi e di Dio e dobbiamo solo scegliere la correzione che è già nella nostra mente – questo è il "mondo" che Dio ha dato "al Suo Figlio unigenito". Questo è il contenuto che sta dietro alle parole.