Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 700 Temo che avere un lavoro possa interferire con la mia capacità di apprendere il Corso

 

D #700: Sono stato introdotto a Un Corso in miracoli due anni fa e ho partecipato ad  alcuni incontri presso un centro della mia zona. A quel tempo lavoravo 60-70 ore alla settimana e trovavo impossibile unire le due cose. Il 2003 è stato un brutto anno: ho perso il lavoro, il mio adorato animale domestico e mia madre. Mio padre è crollato; il mio risentimento verso i miei fratelli si è drammaticamente intensificato; la mia depressione è tornata in maniera vendicativa. Ho cercato di affrontare tutto al meglio delle mie capacità. Inutile dire che il mio meglio non è stato per nulla il meglio per me.

Tuttavia il mio attaccamento al Corso mi sta creando un dilemma finanziario. Da quando ho perso il lavoro sono sopravvissuto, fondamentalmente, grazie ai miei risparmi dei quali non mi è rimasto granché. Devo tornare a lavorare, ma temo che, essendo per natura un maniaco del lavoro, mi lascerei talmente coinvolgere dal lavoro che rimarrebbe molto poco spazio per Un Corso in Miracoli. Ho letto molte volte la vostra risposta alla Domanda #169. Ad un livello intellettuale comincio ad avere degli sprazzi di comprensione in merito al passaggio dalla forma al contenuto, dall’effetto alla causa. Ma al livello pratico mi trovo in un limbo. Spero davvero di ricevere la vostra risposta e la vostra guida che mi permettano di gestire questa situazione stando il più possibile in pace.

 

R: Ci sono alcuni altri aspetti della tua situazione che potresti guardare per avere aiuto nel superare l’impasse. Sembra che tu non abbia scelta in merito a se lavorare o meno. Se hai bisogno di soldi, allora devi tornare a lavorare se non hai altra fonte di reddito nella tua vita. Ma questa volta lo puoi fare in modo differente. Ricordi l’utile promemoria di Gesù nel bellissimo capitolo finale del testo: "Scegli di nuovo"?: "Le prove non sono che le lezioni che non sei riuscito ad imparare, presentate un’altra volta, cosicché dove prima hai fatto una scelta sbagliata tu possa adesso farne una migliore e sfuggire così a ogni dolore che ciò che avevi scelto prima ti aveva portato" (T.31.VIII.3.1,2). Se nella tua mente sbagliata utilizzavi il lavoro per tenerti lontano dalla tranquilla pace che ti caratterizza nella tua mente corretta, ora puoi vedere il tuo ritorno al lavoro come un’opportunità per "scegliere di nuovo". Puoi decidere di vedere il tuo lavoro prima di tutto come un mezzo per apprendere che sei come Dio ti ha creato, il che significa che prima guarderai la tua convinzione che tu non sei come Dio ti ha creato; vale a dire pensare che sei "per natura un maniaco del lavoro", una vittima di tua invenzione, che il tuo ego ti dirà che non può essere aiutata – perché questo è semplicemente quello che sei! Gesù ti vede diversamente e ti invita ad unirti a lui, riconoscendo con fiducia con lui che: "Le immagini che fai non possono prevalere contro ciò che Dio Stesso vuole che tu sia. Non temere mai la tentazione, quindi, ma vedila per quello che è: un’altra occasione di scegliere di nuovo, e permettere alla forza di Cristo di prevalere in ogni circostanza e in ogni luogo in cui avevi precedentemente eretto un’immagine di te. Perché ciò che sembra nascondere il volto di Cristo è senza potere davanti alla Sua maestà, e scompare davanti alla Sua vista santa" (T.31.VIII.4.1,2,3). L’idea sarebbe di considerare questo non solo per te stesso, ma anche per chiunque altro con cui ti associ. Relazionandoti con gli altri in questo modo (nella tua mente, non a parole), praticherai il perdono vedendo che condividiamo tutti uno scopo comune.

Focalizzandoti su questo nuovo contenuto, il tuo lavoro non sarà più per te un impedimento ad apprendere il Corso. Sarà esattamente l’opposto. Molti studenti pensano -- erroneamente – di doversi isolare da qualche parte con nient’altro che il Corso davanti a loro, oppure di dover stare sempre con amici e colleghi "affini al Corso" per poter studiare e far pratica efficacemente. Nulla potrebbe essere più lontano da ciò che Gesù intendeva essere il suo corso. Questo corso viene appreso meglio se siamo immersi della nostra routine quotidiana -- lavoro, famiglia, responsabilità civiche, ecc., perché in tali circostanze, fortunatamente, ci vengono presentate innumerevoli opportunità di vedere riflesso di ritorno quale sistema di pensiero abbiamo scelto: se non siamo consapevoli di questo, non abbiamo una base per cambiare la nostra mente. E imparando a perdonarci quando ci accorgiamo che sono passate tre, sei o trentasei ore dall’ultimo pensiero dedicato alla lezione del giorno, forse stiamo imparando la lezione più importante di tutte: che la minuscola, folle idea non ha avuto alcun effetto, che l’amore di Gesù per noi non viene diminuito di una virgola anche se ci siamo dimenticati di lui. Se crederemo veramente in questo, risparmieremo migliaia di anni nel nostro percorso di Espiazione, per usare la prospettiva del tempo che ha Gesù.

E se riuscissi a far pratica nel sollevarti al di sopra del “campo di battaglia” (nella tua mente) – tutte le situazioni vittima-persecutore e le tragedie del 2003 – e le guardassi dall’alto verso il basso con gli occhi del perdono, che è ciò che significa unirsi con Gesù o con lo Spirito Santo, riconosceresti lo scopo dell’ego nel riempire la tua vita con quel tipo di dolore. Ti vedresti come un personaggio su quel campo di battaglia, debole e malconcio, depresso e disperato – esattamente come l’ego vuole che tu vada a finire, perché a quel punto sarai ossessionato dal tuo corpo, dai tuoi problemi e dalle tue tragedie, e l’amore e la pace di Gesù non saranno minimamente visibili. Ma al di sopra del campo di battaglia (nella tua mente), sarai in grado di rivalutare la tua accettazione di questo scopo dell’ego e di sapere che un’altra scelta è possibile.

Per finire, potrebbe essere utile per te lavorare con un terapeuta gentile che sia qualificato per affrontare le dipendenze come quella del lavoro maniacale. Questo approccio di compromesso viene in effetti raccomandato da Gesù per assicurarsi che saremo gentili con noi stessi e che non negheremo i nostri bisogni corporei e psicologici mentre facciamo il lavoro interiore di apprendimento e pratica del perdono. (Vedi T.2.IV.3,4,5.) Altri studenti hanno avuto simili preoccupazioni legate al lavoro, a cui è stata data voce nelle Domande #74 e #246.