Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 716 Usiamo la malattia per giustificare il fatto di evitare la vera guarigione?

 

D #716: Entro un mese mi sottoporrò ad un intervento chirurgico alla spalla. Sto vivendo questa condizione da circa un anno e ora finalmente sto affrontando la situazione. Ho continuato a sperare in un risultato differente e mi è persino passata la voglia di apprendere la vera natura del problema. Ho continuato a cercare di tenere la mano di Gesù, ma in realtà continuavo ad investire nei piani dell’ego. Siccome soffro, non so come fare ad uscirne. Ricordo di aver ascoltato in una registrazione o di aver letto qui che dovremmo semplicemente usare la magia necessaria per guarire la nostra malattia così da poter proseguire con lo studio di Un Corso in Miracoli. Leggo nel manuale degli insegnanti: (pag. 20) "Chi sceglierebbe la sofferenza se non pensasse di ricavarne qualcosa, e qualcosa che per lui ha valore? ... Poiché la malattia è una scelta, una decisione. È la scelta della debolezza, nell’errata convinzione che sia forza". Dopo aver riflettuto davvero seriamente su questo, sono giunto a credere di aver utilizzato la mia situazione come una scusa per “non fare” un sacco di cose che avevo fatto per anni, come le lezioni di aerobica settimanali – al loro posto ho cominciato a camminare ogni giorno. Immagino si tratti del complesso del martire. Ho raccontato alla gente della mia condizione in molte occasioni nel corso dell’ultimo anno e fino ad ora al massimo mi hanno domandato: "Come vanno le spalle?" Pertanto vedo ciò che ho fatto, ma questo non ha portato via il dolore. Potreste commentare?

 

R: Sembra che tu abbia individuato alcuni dei vantaggi secondari che trai dalla tua condizione. È sempre molto utile vederli, poiché smascherano un po’ più chiaramente le vere intenzioni dell’ego così da permetterci di iniziare a vedere quali siano i suoi piani. E c’è un vantaggio -- "qualcosa di valore" – ad un livello più profondo, a cui allude anche la sezione che tu citi (M.5.I,II). Quando incomincerai ad entrare in contatto con quel valore nascosto, comprenderai perché c’è una tale resistenza a lasciar andare il dolore.

Ma il fatto che sei disposto a cercare aiuto al di fuori di te stesso al livello del corpo, tramite la chirurgia, può essere visto come un riflesso della tua disponibilità a riconoscere che non puoi risolvere tutto questo da solo, mentre l’ego vorrebbe che tu credessi di esserne in grado. E tale credenza – che possiamo essere o agire da soli – è in realtà la causa del dolore. Talvolta, come hai scoperto, pensiamo di chiedere aiuto a Gesù per il nostro dolore, quando in realtà stiamo usando la nostra richiesta come copertura della nostra stessa paura di guardare ciò che pensiamo essere sepolto nella nostra mente – l’orribile colpa e il dolore per la separazione.

Il “valore” principale, ma inconscio della malattia e della disabilità, è che esse pongono la responsabilità del nostro dolore al di fuori della mente, nel corpo, quale vittima di forze nel mondo al di fuori del suo controllo. E questa apparente relazione nega che il nostro dolore abbia qualcosa a che fare con una scelta che abbiamo fatto nella nostra mente di vederci separati da Dio e dal Suo Amore. In altre parole, la malattia del corpo protegge il nostro concetto di noi stessi quali individui che cercano di avere a che fare con un mondo che esiste e che è indipendente da noi. E la resistenza a riconoscere che il nostro dolore deriva da una nostra decisione, dall’aver inventato tutto noi, è "enorme" (M.5.II.1:7), in quanto minaccia l’esistenza sia del mondo sia del sé che pensiamo di essere.

Accettare la responsabilità al livello della mente per tutta la nostra esperienza (T.21.II.2) non è qualcosa che la maggior parte di noi può semplicemente fare tutto d’un colpo, dopo essere giunti ad una comprensione intellettuale di ciò che stiamo facendo. Siccome la resistenza è molto forte, è probabile che per la maggior parte di noi avverrà tramite un processo – di pratica del perdono, di lasciar andare il giudizio che abbiamo per noi stessi e gli altri – che sembrerà richiedere tempo.

Nel frattempo congratulati con te stesso per aver fatto un passo avanti, per aver riconosciuto il tuo dolore e aver preso atto di non poter risolvere la situazione da solo. Permettere a te stesso di unirti ai professionisti medici che sono lì per aiutarti ad affrontare il dolore alla tua spalla, può essere un simbolo della tua disponibilità ad unirti all’amore che tutto abbraccia nella mente, che elimina tutto il dolore, la colpa e l’esperienza della separazione.