D 208 Assicurarsi che il proprio proposito sia in accordo con Dio.

 

D # 208: T-2.VI.4:9 dice: Prima di scegliere di fare qualsiasi cosa, chiedimi se la tua scelta è in accordo con la mia”.

Quando ho iniziato a studiare Un corso in miracoli pensavo che questa affermazione significasse che prima di fare qualsiasi cosa in questo mondo dovevamo chiedere a Gesù se avremmo dovuto farla oppure no. Ora, con un po’ di crescita, non so davvero cosa significhi questa affermazione (o molto di qualsiasi altra cosa al riguardo). Puoi elaborare il concetto?

 

R: Il Corso ci insegna che dal momento che abbiamo una mente scissa ci sono due modi di percepire nel sogno: quello dell’ego e quello dello Spirito Santo. A loro si riferisce come a nostri “insegnanti” o “voci” nella nostra mente.

Ci dice anche che tutto serve uno tra due propositi: quello dell’ego o quello dello Spirito Santo. Ogni scelta che facciamo, pertanto, è in accordo con una di queste due percezioni e serve uno di questi due obiettivi. L’affermazione che citi ci chiede di essere consapevoli, in tutto quello che scegliamo di pensare o fare, quale “insegnante” stiamo ascoltando e quale scopo, o obiettivo, la nostra scelta serve.

Questo si riferisce alla scelta che facciamo nella mente, non nella forma. Scegliere con l’ego rinforzerà sempre il credere che la separazione, il mondo ed il corpo siano reali e avrà come risultato un qualche livello di conflitto. L’obiettivo dell’ego è di mantenerci nel nostro profondo sonno nel mondo dell’illusione. Scegliere con lo Spirito Santo porterà sempre la pace e rafforzerà la nostra consapevolezza che siamo mente, non corpo.

Questa scelta ci conduce alla mente, cosicché possiamo imparare a fare la sola scelta reale – accettare il pensiero di separazione come reale o non reale. Questo processo non ha niente a che fare con la “scelta” che sembriamo fare nel mondo della forma. Il bisogno di fare scelte e prendere decisioni nel mondo è un utile promemoria per ricordarci che stiamo sempre scegliendo tra le bugie dell’ego e la luce dello Spirito Santo. L’altro fattore importante è che noi dobbiamo scegliere, non c’è via di mezzo “Visione o giudizio sono la tua scelta, ma mai entrambe” (T.20.V.4:7).

In un’affermazione come quella che citi, il Corso ci chiede di domandarci se stiamo cercando di favorire il nostro progresso nel nostro viaggio verso casa in Dio, oppure se stiamo cercando di rinforzare la nostra identità di sé separato.

In un capitolo successivo ci viene detto “In ogni situazione in cui sei incerto, la prima cosa da considerare, molto semplicemente, è: “Cosa voglio ottenere da questa cosa? A che cosa serve?” La chiarificazione dell’obiettivo appartiene all’inizio, perché è questo che determinerà il risultato” (T.17.VI.2:1,2,3).

In altre parole, “chi sto ascoltando?” Il risultato, pace o conflitto, rivela qual è l’insegnante e riflette anche cosa vogliamo davvero. Il risultato finale ci porta più vicino alla decisione di non negare Dio o rimanere arroccati nell’illusione della separazione. È importante ricordare che Un corso in miracoli non si riferisce mai alla forma e si rivolge sempre alla mente, non al corpo che è il personaggio nel sogno.