D 202 Come posso insegnare i principi del Corso ai bambini?

 

D # 202: Sono un professionista che lavora con i bambini. Mi sono chiesto quali siano alcuni dei fondamenti di Un corso in miracoli di cui tutti parlate quando si deve lavorare con bambini, genitori, insegnanti, counselor, coach o in qualsiasi ruolo si svolga. Io uso “quale vuoi che sia il risultato di tutto ciò?”. Sfortunatamente la maggior parte dei bambini non è sufficientemente cosciente per rispondere a questa domanda con molta saggezza. Sottolineo anche il ruolo della “scelta”. Cos’altro?

R: Abbiamo affrontato questa tematica nella domanda 179, nel contesto dell’essere genitori. E’ sempre buona cosa aiutare i bambini (come anche gli adulti) ad accettare la responsabilità del loro comportamento, ed aiutarli a rendersi conto che hanno a disposizione delle scelte; ma i concetti ed i principi del Corso vanno ben al di là di ciò che i bambini e la maggior parte degli adolescenti sono in grado di cogliere. I bambini devono prima imparare a diventare ego forti e sani per poter funzionare efficacemente ed affrontare le molte sfide del mondo. Prima che chiunque possa incominciare ad affrontare “sentendosi al sicuro” il concetto di mondo e di individualità come illusioni, è necessario un livello di stabilità psicologica fondamentalmente solido. Le persone immature o psicologicamente fragili possono andare nel panico, o molto peggio, se messe inappropriatamente a confronto con queste tematiche.

Il miglior modo per insegnare il Corso ai bambini è dimostrarlo nella nostra vita. L’attenzione deve essere sempre portata sul contenuto nella nostra mente – prestando attenzione, e portando poi all’amore di Gesù, tutti i pensieri e le dinamiche dell’ego, ad esempio il nostro bisogno di controllo, di dominare o di cannibalizzare (psicologicamente) gli altri; il nostro bisogno di manipolare ed usare gli altri per ottenere quello che vogliamo per poi fare a meno di loro. Quando umilmente riconosciamo che ci siamo sbagliati nella scelta del nostro insegnante e poi scegliamo l’insegnante del perdono nella nostra mente corretta, automaticamente manifestiamo il messaggio del Corso nella nostra vita. Non importa quali siano le parole che diciamo, perché se siamo centrati nell’amore di Gesù qualunque cosa facciamo o diciamo è la più utile per i bambini di cui ci occupiamo. I bambini si connetteranno con la fonte delle nostre parole o azioni e di conseguenza si sentiranno al sicuro ed accettati indipendentemente da ciò che fanno. Quando viene richiesta della disciplina, se dobbiamo lasciare andare il nostro ego solo per un istante, il nostro comportamento sarà condotto in un modo che sarà appropriatamente fermo ed efficace, ma non punitivo, vendicativo, giudicante, condiscendente né scaturito da rabbia o paura. Di nuovo, il messaggio che i bambini riceveranno – dopo il loro normale periodo di broncio – sarà che sono accuditi ed accettati, anche se ciò che hanno fatto non era accettabile. Possiamo tutti attestare con certezza che gli insegnanti e gli adulti che emergono nei ricordi della nostra infanzia sono quelli che sono stati gentili ed attenti nei nostri confronti e ci hanno accettato, o erano proprio l’opposto. Le parole che hanno detto sono state probabilmente dimenticate – salvo forse quelle che manifestavano accettazione o rifiuto. I bambini si sintonizzano immediatamente con il messaggio che viene trasmesso attraverso le parole ed il comportamento dell’adulto.

Gesù ci chiede di essere come lui, di prenderlo come nostro modello. E pertanto il modo in cui insegniamo ai nostri bambini deve essere per loro il modello della nostra mente corretta. Un paragrafo utile da studiare a questo proposito è nel capitoletto dal titolo “La funzione dell’Insegnante di Dio” nel manuale (M.5.III.2).