D 179 E’ un attacco imporre la propria volontà sui propri figli?

 

D # 179: Ho appena iniziato a studiare Un corso in miracoli. Mi piacerebbe inserire gli insegnamenti del Corso nel mio essere genitore. Essenzialmente cerco di guidare i miei figli attraverso le conseguenze naturali delle loro scelte, che mi sembra essere il modo in cui Dio ci insegna. Tuttavia talvolta mi sembra di dover esercitare la mia volontà al posto della loro nel loro miglior interesse. Per esempio, l’ora di andare a dormire è l’ora di andare a dormire nel periodo scolastico; o se hai una polmonite ed hai bisogno di una iniezione, non ci sono altre opzioni. In queste situazioni, sto imponendo la mia volontà sull’altro, il che sembra essere una sorta di attacco. Avete altri suggerimenti per svolgere il ruolo di genitori in linea con gli insegnamenti del Corso?

 

R: Quello che serve è il focalizzarsi sempre sullo scopo di ciò che fai, non tanto sul comportamento; sul contenuto piuttosto che sulla forma. Distinguere tra contenuto e forma è essenziale nell’applicazione dei principi del Corso. Secondo: come studenti di un percorso spirituale, non dovremmo mai perdere di vista il buon senso. Così i genitori sono genitori ed i figli sono i figli: non sono uguali. Ed i genitori sanno meglio dei loro figli cosa è meglio per loro.

Esercitare la tua volontà al posto di quella dei tuoi figli è un attacco solo se lo intendi in quel modo. Se sei arrabbiata, punitiva, tirannica, o li sminuisci, allora il contenuto è un attacco. Ma se sei semplicemente ferma nei confronti di bambini indisciplinati, allora non si tratta di un attacco. Non è affatto amorevole o utile – come molti studi hanno confermato – lasciare che i bambini vivano sempre a modo loro. Non crescerebbero come individui sani, in grado di affrontare il mondo, se non avessero alcun senso di limite, ecc. E’ totalmente possibile mettere da parte i bisogni dell’ego per disciplinare ed educare i bambini. Il comportamento del genitore può sembrare aggressivo, al livello del comportamento, quando risponde semplicemente all’aggressione del figlio nel modo di cui c’è bisogno in determinate circostanze. Così il comportamento stesso non è sufficiente per determinare quale sia il contenuto. Ovviamente, tuttavia, se un genitore picchia un bambino in un impeto di rabbia ci sono buone possibilità che si tratti di un attacco.

Così il punto è quello di far pratica nel discernere in te la distinzione tra forma e contenuto. Poi porta il contenuto dell’ego all’amore di Gesù nella tua mente e chiedi aiuto per spostarti al suo contenuto. Quando il contenuto nella tua mente è amorevole, il messaggio che i tuoi figli riceveranno quando li disciplini sarà che sono amati, che ti preoccupi per loro e che possono avere fiducia nel fatto che ti prenderai sempre cura di loro. Noi insegniamo i principi del Corso ai bambini dimostrandoli nelle nostre relazioni.