D 1152 Qual è la prospettiva del Corso su “La scienza della mente”?

 

D # 1152: Ho letto La scienza della Mente di Ernest Holmes e per molti anni ho seguito la religione Scientista. Sarei molto interessato a sentire vostri commenti sulle idee contenute in quel libro e come coincidono o non coincidono con il Corso.

 

R: Sebbene ci siano alcuni parallelismi tra le idee contenute in La scienza della mente di Ernest Holmes e Un corso in miracoli, quali il riconoscimento che il potere della mente ha di influire sulla propria esperienza, includendo il corpo e le sue circostanze, ci sono alcune importanti differenze metafisiche che hanno implicazioni significative sul modo in cui guardiamo il mondo e noi stessi. Per Holmes il mondo è una creazione di Dio e così c’è un’aspettativa che alla fine, dietro a tutte le apparenze, una volta che avremo riconosciuto come i nostri pensieri limitanti ci stiano legando al negativo, c’è armonia ed abbondanza nel mondo. Sulla relazione tra Dio e il mondo, Holmes ha osservato: “Crediamo in Dio, il Potente Spirito Vivente: una Causa indistruttibile, assoluta ed esistente in sé. Questo Uno Si manifesta in tutta la creazione ed attraverso di essa, ma non è assorbito dalla Sua creazione. L’universo manifesto è il corpo di Dio” (corsivo aggiunto). Paragona questo con l’affermazione tratta dal Libro di esercizi del Corso per gli studenti: “Il mondo è stato fatto come un attacco a Dio. E’ il simbolo della paura. E cos’è la paura se non assenza d’amore? Così il mondo è stato inteso come un luogo dove Dio non potesse entrare e dove Suo Figlio potesse essere separato da Lui. Qui è nata la percezione, poiché la conoscenza non avrebbe potuto causare simili pensieri folli” (L.pII.3.2:1,2,3,4,5).

Per quanto riguarda il sé che pensiamo di essere, Holmes osservò che la Scienza della Mente  crede “nell’eternità, nell’immortalità e nella continuità dell’anima individuale, che si espande sempre e per sempre”. In contrasto, considera le osservazioni del Corso sul sé individuale: “La struttura della ‘coscienza individuale’ è essenzialmente irrilevante perché è un concetto che rappresenta l’ ‘errore originale’ o ‘ peccato originale’. Studiare l’errore stesso non conduce alla correzione, se vuoi aver successo nel guardare oltre l’errore. Ed è esattamente questo processo di guardare oltre l’errore a cui il corso punta. … In questo mondo, poiché la mente è divisa, i Figli di Dio sembrano essere separati. Né la loro mente sembra essere unita. In questo stato illusorio, sembra aver significato il concetto di ‘mente individuale’ ” (C.in.1:4,5,6; C.1.2:1,2,3).

L’insegnamento centrale del Corso sul perdono si basa sulla realtà di Dio in quanto spirito e perfetta Unità, che non ha assolutamente nulla a che fare con il mondo della separazione, della forma, dei corpi e dei sé individuali. Il perdono vede il mondo come niente altro che un sogno febbricitante di separazione, che ha origine nella nostra immaginazione egoica. E noi ci sveglieremo come una sola mente da quel sogno, quando impareremo a perdonarci per ciò che non è mai avvenuto.

Ernest Holmes e La scienza della mente, per contro, potrebbero essere caratterizzati come strumenti per fornirci dei mezzi per tentare di ottenere un sogno di separazione migliore, più felice, nel momento in cui impariamo ad usare le nostre menti divise per manifestare abbondanza nelle nostre vite e nelle nostre relazioni. Tuttavia, dalla prospettiva del Corso, finché rimaniamo addormentati e continuiamo a sognare non possiamo essere veramente felici, e l’abbondanza che ci aspetta non ha niente a che fare con il mondo della forma, essendo piuttosto un’espressione dell’infinita estensione di amore nel regno dello spirito che è senza forma.