D 1156 Il cervello è una specie di radio ricevente?

 

D #1156:  A proposito della relazione del mio cervello con la mia mente, sarebbe come dire che il mio cervello è una ricevente e la mia mente invia una quantità infinita di segnali radio, e più perdono più elevata è la qualità dei segnali che sono effettivamente in grado di ricevere, per tutto il percorso di ritorno, man mano che salgo la scala; e che con meno perdono la mia radio è in grado solo di ricevere segnali di separazione?

 

R: Con la tua analogia, sei caduto nella confusione comune di eguagliarti con il tuo corpo e il tuo cervello, mentre lo scopo di Un corso in miracoli è di aiutarci ad identificarci con la mente, non con il corpo, che è l’effetto senza mente della scelta della tua mente in favore dell’ego. Perché tu parli di una mente che invia segnali e di un cervello che li riceve, e poi dici che la qualità dei segnali che tu ricevi  viene influenzata dal tuo perdonare oppure no, come se tu fossi il cervello, e come se il cervello si trovasse là dove sta avvenendo il perdono.

Il cervello è semplicemente parte del sotterfugio dell’ego di mantenerci senza mente. Tutto viene sperimentato nella mente, inclusa la seducente illusione che siamo un corpo che fa esperienza di ogni cosa tramite i sensi del corpo, con il nostro cervello. Gesù ci prende dolcemente in giro per la nostra confusione quando osserva che “la tua idea di ciò che significa vedere è legata al corpo, ai suoi occhi e al cervello. Così credi di poter cambiare ciò che vedi mettendo dei pezzettini di vetro davanti agli occhi. Questa è una delle tante credenze magiche che provengono dalla convinzione di essere un corpo, e che gli occhi del corpo possano vedere. Credi anche che il cervello del corpo possa pensare. Se soltanto comprendessi la natura del pensiero, non potresti che ridere di questa folle idea. È come se pensassi di avere il fiammifero che accende il sole e gli dà tutto il suo calore, o che tenessi il mondo nella tua mano, ben stretto fino a che lo lasci andare. Eppure ciò non è più sciocco del credere che gli occhi del corpo possano vedere, o che il cervello possa pensare” (L.pI.92.1:3,4,5;2:1,2,3,4).

La mente, non il cervello, è la ricevente. Come spiega Gesù quasi alla fine del Corso, “la coscienza è il meccanismo ricettivo, che riceve i messaggi sia dal piano superiore che da quello inferiore: dallo Spirito Santo o dall’ego” (C.1.7:3).

Gesù nel testo si riferisce in effetti al corpo come mezzo di comunicazione, perché semplicemente trasmette a te, la mente, ciò che tu, la mente, gli hai dato da trasmettere. Perché la mente è sia la trasmittente che la ricevente: “Perché mai il corpo dovrebbe essere qualcosa per te? Certamente ciò di cui è fatto non è prezioso. Ed altrettanto certamente non può sentire nulla. Ti [alla mente] trasmette le sensazioni che vuoi. Come qualsiasi mezzo di comunicazione, il corpo riceve ed invia i messaggi che gli vengono dati. Non ha sentimenti per essi. Tutto il sentimento con cui vengono investiti viene dato loro da chi glieli invia e da chi li riceve. Sia l’ego che lo Spirito Santo riconoscono ciò ed entrambi riconoscono anche che qui chi invia e chi riceve i messaggi sono la stessa cosa [la mente]. Lo Spirito Santo te lo dice con gioia. L’ego lo nasconde, perché vuole mantenerti inconsapevole di ciò. Chi invierebbe messaggi di odio ed attacco se soltanto capisse che li invia a se stesso? Chi accuserebbe, renderebbe colpevole e condannerebbe se stesso?” (T.19.IV.B.14).

Un po’ più avanti, aggiungendo un’altra dimensione alla discussione. Gesù osserva: “lo Spirito Santo è un mezzo di comunicazione, che riceve dal Padre ed offre i Suoi messaggi al Figlio. Come l’ego, lo Spirito Santo è sia chi invia che chi riceve. Perché ciò che viene inviato per Suo tramite ritorna a Lui, e così l’ego cerca se stesso lungo il cammino e trova ciò che cerca. E trova la morte che cerca, restituendotela (T.19.IV.B.17:3,4,5,6). Ciò che coerente attraverso queste varie osservazioni è che Gesù parla sempre di aspetti della mente. E’ chiaro che il corpo non gioca alcun ruolo attivo in niente di tutto ciò.

Ritornando alla tua analogia, la mente è come una persona che sintonizza una radio, con il corpo/cervello che sono la radio. La persona può scegliere di sintonizzarsi o con la lunghezza d’onda dell’ego o con quella dello Spirito Santo, e ciò che udrà sarà o discordante e odioso oppure dolce e gentile, a seconda di quale lunghezza d’onda sceglie. Ma la radio di per sé non sperimenta nulla e non fa scelte in merito a con quale lunghezza d’onda sarà sintonizzata. Il punto in cui l’analogia si spezza è che la forma di ciò che viene udito può non essere differente su entrambe le lunghezze d’onda. Per esempio, la stessa potente sinfonia, o magari un giornale radio, potrebbero arrivare tramite la radio su entrambe le frequenze, ma la persona può udirle come disturbanti o inquietanti se è sintonizzato sulla lunghezza d’onda dell’ego, mentre può udirle come piene di speranza e amorevoli se è sintonizzato con la lunghezza d’onda dello Spirito Santo. In tal senso, l’ego e lo Spirito Santo sono più come filtri alternativi tramite i quali viene percepita la trasmissione.

A proposito, la radio non sarebbe mai in grado di ricevere solo i segnali dell’ego, come ti chiedi, perché la mente/persona può scegliere in qualsiasi momento di cambiare in favore della trasmissione dello Spirito Santo, e questo non dipende da con cosa si sia sintonizzata nel momento precedente o nella serie di momenti precedenti, per quanto a lungo possano sembrare estendersi. Ha solo bisogno di cambiare la sintonizzazione. Tuttavia, se è abituata a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda dell’ego, col tempo può dimenticare che ha a disposizione anche la lunghezza d’onda dello Spirito Santo, e agirà come se non avesse scelta, come se la radio possa solo ricevere una lunghezza d’onda. Ma in qualsiasi momento, quando vuole ricordare, tutto ciò che ha bisogno di fare è cambiare dalla lunghezza d’onda dell’ego a quella dello Spirito Santo, e la sua percezione e la sua esperienza cambieranno.